Fp e Spi Cgil accusano: sanità valdostana è in stato di corto circuito

Falcomatà e Trovero: paghiamo le scelte sbagliate del governo regionale durante l'emergenza coronavirus

 

liste di attesaAOSTA. "La sanità valdostana è in uno stato di corto circuito": lo affermano Funzione Pubblica e Spi Cgil Valle d'Aosta segnalando la situazione delle lunghe liste di attesa e contestando le strategie di contrasto al Covid-19.

I tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie sono "elevati" e il problema "con l'emergenza coronavirus si è accentuato ancora di più", sottolineano Fp e Spi aggiungendo che "un problema di gestione, nel senso che con questa azienda ospedaliera e con l'assessore alla Sanità il confronto è pessimo, spesso inesistente e, nelle poche volte che avviene, di basso livello".

Dal segretario Domenico Falcomatà arriva un affondo diretto sulla legge regionale n. 8/2020 del terzo pacchetto di misure per il Covid-19. "Ci aspettavamo un'altra visione da parte della politica regionale, soprattutto in fase di assestamento di bilancio. Il disegno di legge non ha prodotto risultati dal punto di vista delle strategie per contrastare il Covid-19. La parte sanitaria è stata marginalizzata. Oggi - prosegue Falcomatà - paghiamo le scelte sbagliate fatte da questo Governo regionale durante l'emergenza coronavirus. Le conseguenze peseranno ancora sui cittadini, in particolare sugli anziani. Il problema è sempre lo stesso: la sanità valdostana viene sottovalutata dalla politica".

Pietro Trovero, segreteria regionale Funzione Pubblica, sottolinea che "come Cgil abbiamo chiesto che venissero messe in campo più risorse. E parliamo nello specifico dell'infermiere di comunità, un professionista che al termine della formazione può essere speso a livello territoriale, anche perché è necessaria una decentralizzazione. Inoltre è importante puntare sul territorio e sulle cure di comunità".

 

E.G.

 

 

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