Campagna informativa del Parco Mont Avic sulle buone pratiche per l'ambiente

L'area protetta spiega come comportarsi correttamente per rispettare l'ambiente e la montagna

 

Parco Naturale Mont AvicCHAMPDEPRAZ. In questa particolare estate contraddistinta dalle preoccupazioni per l'emergenza sanitaria da Covid-19, la montagna e le escursioni nel mezzo della natura rappresentano una ottima occasione per trascorrere le vacanze e "staccare" in tutta sicurezza dalla routine quotidiana. Per alcuni le vacanze in montagna sono una consuetudine, molti altri invece quest'anno hanno cambiato le proprie abitudini e scelto i sentieri della Valle d'Aosta per trascorrere l'estate. Per tutti loro il Parco Naturale Mont Avic ha pensato ad una campagna di informazione sulle buone pratiche da tenere a mente per rispettare l'ambiente.

Seguendo l'approccio "Be part of the mountain" dell'associazione Alparc delle aree protette alpine, il Parco Mont Avic ha prodotto nuovi volantini pubblicati sul sito web e distribuiti nei centri visitatori per indirizzare i fruitori dell'area verso comportamenti corretti e rispettosi dell'ambiente, suggerendo cosa fare per esempio ai campeggiatori e ai proprietari di cani e ricordando che altre cose sono vietate, come disturbare gli animali e dare loro da mangiare, raccogliere fiori, funghi e rocce, accendere fuochi, abbandonare rifiuti anche solo temporaneamente.

"È importante comprendere come l'effetto delle nostre azioni non vada considerato singolarmente - sottolinea l'Ente Parco -: l'impatto su ciascuna componente naturale può infatti essere trascurabile se isolato, ma diviene significativo quando si ripropone per un elevato numero di volte. Una strategia fondamentale per la conservazione è data dalla canalizzazione dei flussi di visitatori; se limitiamo spazialmente la nostra presenza sul territorio - spiega l'Ente - garantiamo migliori condizioni di vita alle altre forme viventi, specialmente a quelle più vulnerabili e localizzate".

Inoltre "accanto a questo approccio "spaziale", valido per buona parte delle attività umane, vanno precisate buone pratiche per ciascuna delle principali categorie di persone che frequentano l’area protetta".

 

 

Clara Rossi

 

 

 

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