Covid, Barmasse: saturare l'ospedale sarebbe un fallimento

Tra l'ospedale Parini, le 'micro tampone' e le strutture sul territorio, quattro livelli di assistenza per i pazienti Covid positivi in Valle d'Aosta

 

coronavirusAOSTA. Quattro livelli di assistenza per i pazienti Covid positivi, dalla più intensa per gli utenti con sintomi gravi a quella più leggera per coloro che sono guariti clinicamente, ma ancora senza il doppio tampone negativo. Su questa strada si sta muovendo il governo regionale per arginare l'impatto della seconda ondata dell'epidemia sul sistema ospedaliero.

L'assessore regionale alla sanità Roberto Barmasse, facendo il punto della situazione venerdì pomeriggio, ha chiarito: "arrivare a saturare l'ospedale sarebbe un fallimento". Rispetto alla prima ondata il Parini può gestire anche più dei 180 pazienti ricoverati durante il picco della prima ondata, ha precisato Barmasse, però l'obiettivo è di fermarsi molto prima per non bloccare totalmente l'attività ospedaliera con tutte le ripercussioni negative sulla salute dei cittadini.

Oggi l'operatività del Parini è già molto compromessa per l'apertura di più reparti Covid, ma qualcosa ancora funziona. Inoltre al momento "stiamo mantenendo anche l'attività ambulatoriale e territoriale, anche se ridotta nei numeri, che in questo momento è molto importante avere", ha spiegato ancora Barmasse. Servono però altre strutture che possano prendersi cura dei positivi al Covid che hanno necessità di assistenza.

I pazienti più critici rimangono in cura in ospedale e l'accordo con l'Isav stretto dalla precedente giunta ha messo a disposizione i 35 posti letto a Saint-Pierre che però non sono sufficienti. 

La microcomunità di Variney è stata individuata come struttura "micro tampone", come l'ha definita il presidente della Regione Erik Lavevaz. Grazie alla presenza di medici e infermieri può fornire assistenza intermedia e ricevere anziani positivi trasferiti da altre microcomunità ed anche funzionare come appoggio per il Parini per i degenti non hanno più necessità di una grande assistenza. "Sono in atto trattative tra azienda, ente locale e assessorato alla sanità per arrivare ad una soluzione di gestione mista della struttura", ha spiegato Lavevaz. 

La possibile soluzione di Morgex non è attuabile in tempi stretti. "Non abbiamo ancora gli arredi, cioè i posti dei letti, che arriveranno verso la fine di novembre", ha spiegato l'assessore Barmasse. Al momento "stiamo valutando come poterlo sfruttare, ma non sarà nell'immediato".

Come ultimo livello di intensità assistenziale la Regione vorrebbe attivare una "struttura residenziale in cui potranno essere ospitati utenti che pur essendo ancora positivi non sono più malati e non hanno necessità di cure", come affermato dal presidente della Regione Lavevaz. Su questo aspetto "abbiamo avviato una indagine sul territorio attraverso la collaborazione degli enti locali" per individuare una o più soluzioni da utilizzare a questo scopo e "abbiamo avuto una buona disponibilità". La decisione dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

 

 

E.G.

 

 

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