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Vaccini Covid in farmacia, adesioni scarse. «Sistema difficile da gestire»

Lo sfogo di un farmacista che mette in luce i punti deboli dell'accordo: rimborsi bassi, il problema dei richiami estivi, l'impiego di personale e risorse

 

Farmacia

AOSTA. Da circa un mese è operativo l'accordo tra Regione, Usl della Valle d'Aosta, Assofarm e Federfarma per somministrare i vaccini anti Covid nelle farmacie. I termini del servizio, pensato per velocizzare la campagna vaccinale, sono stabiliti in un accordo che definisce obblighi e diritti dei farmacisti.

L'adesione da parte delle farmacie valdostane tuttavia resta limitata. Secondo gli elenchi aggiornati dall'Usl, quelle che offrono il servizio sono una ventina scarsa. L'azienda sanitaria consiglia di prenotare nella farmacia più vicina a casa, ma non è affatto semplice. Nella cintura di Aosta la situazione più delicata. Nel capoluogo soltanto una farmacia è disponibile. Le alternative sono ad Aymavilles, Villeneuve, Gressan. Ce n'era una anche a Sarre, ma poi ha rinunciato. Lo stesso ha fatto una farmacia di Pont-Saint-Martin. Coloro che risiedono in bassa Valle devono scegliere tra Châtillon, Saint-Vincent, Montjovet o spostarsi fino a Nus o Champorcher, Valtournenche, Brusson, Ayas. Oppure andare fino in alta Valle.

Un parere sul perché di questa scarsa adesione arriva da un farmacista che chiede di rimanere anonimo.

«Nelle farmacie della Valle d'Aosta la vaccinazione è organizzata in un modo difficile da gestire», ci spiega.  «Ci sono persone che mi contattano da tutta la Valle per prenotare il loro vaccino. Per noi il guadagno è minimo, però devo mettere a disposizione le mie risorse e il mio personale, che in questo modo non può seguire i miei clienti. Il personale deve anche essere formato per l'uso del software di pianificazione delle somministrazioni e devo riservare spazi per la vaccinazione. E per cosa? Per le somministrazioni ci vengono riconosciuti 6 Euro più 5 come rimborso organizzativo, ma il solo bidone di smaltimento dei rifiuti medici speciali ne costa 50».

Al momento la vaccinazione in farmacia è possibile per i nati tra nel 1972 e nel 1973 che devono effettuare prima dose e poi il richiamo in pieno periodo estivo. «E come si fa con le ferie del personale?», chiede.

Secondo il farmacista la somministrazione potrebbe essere semplificata utilizzando i vaccini monodose, quindi senza necessità di richiamo nei mesi estivi. «Una soluzione - dice - potrebbe essere somministrare vaccini monodose a persone dai 40 ai 60 anni, quindi sia ai nostri clienti abituali sia a persone che vengono da altri comuni. Offriremmo così un servizio più logico e coerente con la nostra realtà di farmacia privata e locale».

Diversa invece la situazione per i tamponi. «Per fortuna - confida il farmacista - questo servizio è stato reso disponibile alle farmacie che hanno offerto la loro disponibilità, come abbiamo fatto noi, e non, come qualcuno voleva, affidato a caro prezzo da una struttura privata qui ad Aosta».

 

 

Marco Camilli
(immagine di repertorio)

 

 

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