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Garantita l'assistenza sanitaria per gli ucraini in arrivo in Valle d'Aosta

Ogni ucraino riceverà un codice STP e sarà sottoposto a uno screening sanitario di primo livello

 

Centro CRI

È in aumento il numero di profughi in arrivo in Italia dall’Ucraina. Questi giorni vivono di raccolte umanitarie e di ricerche di disponibilità per la loro accoglienza. Che meritano, perché sono persona in fuga da una guerra. In Valle d’Aosta, attraverso la Protezione civile, è stata attivata la procedura operativa per la gestione dell’accoglienza, del soccorso e dell’assistenza della popolazione ucraina nella nostra regione. Si tratta soprattutto della prima accoglienza che comprende il trasporto e l’assistenza sanitaria. Da questo ultimo fronte ogni ucraino, a seguito della dichiarazione dei propri dati anagrafici, riceverà un codice STP, ovvero uno strumento che garantisce allo straniero privo di permesso di soggiorno il diritto all’assistenza sanitaria. Saranno dunque garantite a queste persone tutte le cure urgenti ed essenziali, garantendo un’ampia tutela sanitaria. 

Lo conferma anche l’Assessore alla sanità Roberto Alessandro Barmasse, nel rispondere alla nostre domande.

La Valle d’Aosta accoglie meritevolmente la popolazione ucraina fuggita dalla guerra. In che modo la sanità intende gestire questa accoglienza alla luce dei moltissimi focolai di tubercolosi e polio in Ucraina?
«All’arrivo nella nostra regione i profughi saranno accompagnati al centro di accoglienza temporaneo della Croce Rossa Italiana che è stato allestito in località Chavonne a Villeneuve. Qui vengono registrati e visitati e vengono effettuati gli accertamenti medici attraverso uno screening sanitario di primo livello volto a escludere eventuali stati patologici in atto. In base all'eventuale o meno copertura sanitaria si valuteranno le cure del caso». 

Per chi arriva scappando da una situazione di grandissimo pericolo, la priorità sarà la vaccinazione contro il coronavirus?
«I profughi in arrivo, dopo le visite e i vari accertamenti presso il centro di accoglienza, vengono sottoposti al 2° tampone Covid19 oltre a uno screening sanitario di primo livello». 

In questi giorni le famiglie valdostane stanno dando la disponibilità per accogliere molti bambini. È previsto un supporto psicologico per questi minorenni che avranno sicuramente subito un trauma importante?
«Tra i vari interventi anche l’aspetto psicologico è importante ed è in fase di valutazione la possibilità di un supporto da parte di uno psicologo. Si stanno prendendo in esame i vari aspetti e non si esclude la possibilità di intervento». 



Veronica Pederzolli

 

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