Legambiente VdA firma l'appello contro lo sfruttamento idroelettrico

 

In Italia presenti 3.000 centrali; nell'arco alpino 1.500 richieste per nuovi impianti

 

AOSTA. Legambiente Valle d'Aosta è tra le associazioni che hanno aderito all'appello nazionale contro l'eccesso di sfruttamento a scopo idroelettrico dei corsi d'acqua del Belpaese.

I firmatari chiedono "subito regole nuove per fermare gli incentivi ad impianti idroelettrici che danneggiano i fiumi e un impegno concreto per ridurre gli impatti da parte degli impianti esistenti. L'energia idroelettrica può dare un contributo importante alla produzione da fonti rinnovabili, ma occorre tutelare una risorsa delicata come l'acqua, i fiumi e la biodiversità", evidenziano.

Le associazioni che hanno sottoscritto l'iniziativa - promossa dal Centro italiano per la riqualificazione fluviale e presentato ieri alla Camera dei deputati con Legambiente, WWF Italia, Mountain Wilderness Italia, FIPSAS, Forum italiano dei movimenti per l'acqua, Comitato Bellunese Acqua Bene Comune - spiegano che in Italia esistono 3000 centrali idroelettriche e gli incentivi attuali non fanno distinzione tra impianti efficaci e impianti non sostenibili. "Inoltre l'assenza di regole efficaci di tutela dei bacini idrografici e dei deflussi idrici ha portato a una vera e propria corsa alla costruzione di nuove centrali idroelettriche, con oltre 1500 istanze attualmente pendenti nelle regioni alpine e centinaia nelle Regioni del Centro-Sud".

L'appello chiede infine il superamento del concetto di deflusso minimo vitale a favore del deflusso ecologico, l'apertura di un tavolo di confronto nazionale e, più in generale, una politica della montagna, a partire dall'arco alpino, più attenta alle tematiche fluviali da discutere anche in sede di Macroregione Alpina.

 

Elena Giovinazzo

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