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Donazione organi, nel 2021 dati incoraggianti in Valle d'Aosta

I valdostani sono secondi in Italia per consenso alla donazione di organi e tessuti

 

Sala operatoria (salute.gov.it)

È denominato incide del dono il dato che segnala la percentuale di popolazione che esprime il consenso alla donazione degli organi. Nella classifica delle regioni italiane i valdostani sono al secondo posto con un indice del dono di 59.32 rispetto ad una media nazionale ferma al 52.86. Prima è la provincia autonoma di Trento (59.39).

Il dato va inquadrato nell'ambito delle dichiarazioni di volontà rese ai Comuni al momento del rilascio della carta di identità elettronica. Su 26.141 dichiarazioni firmate lo scorso anno in Valle d'Aosta, 20.813 autorizzano la donazione. La percentuale di diniego si ferma al 20,4%, oltre dieci punti percentuali in meno rispetto alla media italiana.

Questi numeri sono resi noti dal Coordinamento ospedaliero dei prelievi di organi e tessuti della Valle d'Aosta in vista della Giornata nazionale della donazione degli organi e dei tessuti del 24 aprile.

Sara Calligaro è la coordinatrice del Coordinamento istituito nel 1999. «In un anno difficile per le terapie intensive come il 2020 - spiega -, il numero dei donatori di organi e tessuti in Valle d'Aosta non solo si è mantenuto al di sopra degli standard e dell’atteso, ma ha superato le cifre dell'anno precedente».

Due anni fa i potenziali donatori segnalati erano sei e nel 2019 cinque. Nel 2021 questi sono saliti a dodici, due in più rispetto al numero segnalato nel 2018, anno in cui la Valle d'Aosta ha raggiunto il primato nazionale del maggior numero di donatori per milione di abitanti. Lo scorso anno inoltre sette donatori sono stati oggetto di prelievo multiorgano (nel 2020 furono cinque). A ciò si aggiungono i prelievi multitessuto e lembi corneali.

La generosità dei donatori e dei loro familiari è evidentemente la parte fondamentale del processo, ma Calligaro evidenzia altri tre aspetti importanti: «la costante attenzione del personale della terapia intensiva nei riguardi della donazione di organi e tessuti anche durante la pandemia, la preziosa collaborazione degli altri reparti ospedalieri in termini di formazione e motivazione del personale, la presenza di due infermiere con specifico master infermieristico sulla donazione di organi e tessuti».

E se da una parte c'è chi dona, dall'altra c'è chi riceve. I pazienti valdostani sono inseriti nelle liste di attesa comuni a Piemonte e Valle d'Aosta. I dati del 2021 indicano dieci valdostani in attesa di trapianto di rene (nove l'anno precedente), due di trapianto del fegato (l'anno precedente sempre due) e sei di cornee. Nella regione a noi vicina sette pazienti valdostani hanno ricevuto il trapianto di rene, quattro il trapianto di fegato e sette il trapianto di cornee. L'anno precedente furono sette i trapianti di rene, due i trapianti di fegato, uno di polmone e otto di cornee.

«L'attività del coordinamento valdostano non si esaurisce nell’attività di prelievo degli organi e dei tessuti», riprende la coordinatrice Sara Calligaro. «Questa rappresenta la fase finale di un processo che ha origine da una attenta e puntuale azione di sensibilizzazione dei cittadini alla donazione. È fondamentale che i pazienti e i familiari siano consapevoli di tutti gli aspetti clinici, medici, sociali e umanitari che si presentano al momento in cui è possibile prelevare organi e tessuti, per dare la possibilità ad un altro essere umano di migliorare le proprie condizioni di vita e di contribuire alla sua sopravvivenza. Per questo motivo - conclude - il Coordinamento collabora con enti e associazioni al fine di promuovere la cultura della donazione, attraverso la predisposizione di materiali informativi e opportuni momenti di condivisione e di formazione finalizzati alla maturazione di scelte consapevoli».

 

 

E.G.

 

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