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Si Può Fare: "incremento tassa sui rifiuti è colpa della pessima gestione"

Due anni fa il referendum contro il pirogassificatore: una ricorrenza amara secondo il Comitato

 

AOSTA. "Se dopo il referendum fossero subito state applicate la separazione dell'umido e la tariffazione puntuale, oggi i valdostani avrebbero una bolletta molto più leggera, così come già accade in altri territori che hanno intrapreso queste scelte.

Cassonetti-portaportaSenza contare le importanti ricadute sull'occupazione". E' la riflessione del Comitato Si Può Fare a due anni dal referendum del 2012 contro la costruzione del pirogassificatore.

Il problema della gestione dei rifiuti "è ben lungi dall'essere risolto", sostiene il Comitato in una nota. "Ci troviamo di fronte a una situazione di monopolio da parte della società partecipata Valeco che, pur essendo pagata con soldi pubblici, si sente in diritto di fare causa alla regione (e quindi ai cittadini Valdostani) assieme alle altre società che volevano costruire il pirogassificatore. La discarica, ormai esaurita e cresciuta oltre ogni limite di buon senso, a causa della pessima gestione della raccolta differenziata, si trova in una situazione al limite dell'illegalità. La raccolta differenziata - accusa ancora il Comitato - è stata volutamente e colpevolmente ostacolata proprio per incrementare i guadagni di chi ha il monopolio della gestione dei rifiuti. Per non parlare poi dei SubAto che si sentono in diritto di ignorare i nuovi indirizzi regionali". "La conseguenza diretta di questa pessima gestione non è solo il pericoloso aumento delle dimensioni della discarica, ma anche l'incremento continuo della tassa sui rifiuti".

"C'è un legame molto stretto tra i miseri risultati della raccolta differenziata ed i costi così elevati - si legge ancora nel comunicato -. Il cittadino paga maggiori costi alle ditte che effettuano la raccolta dei rifiuti e maggiori costi alla ditta che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. D'altronde se il nostro sistema di gestione dei rifiuti non fosse così fallimentare, verrebbe a mancare la "giustificazione" per inserire certi costi da poi scaricare in bolletta". Insomma, conclude il Comitato, "la strada verso Rifiuti Zero è ancora lunga".

 

E.G.

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