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Federica Brignone: che bello le olimpiadi in Valle d'Aosta

 

Dopo 16 anni riporti il settore femminile sul podio delle Olimpiadi Invernali. Parlaci di questa esperienza.
«Intanto è stata lunga, nel senso che ho fatto tutto il periodo e praticamente tutte le gare dello Sci Alpino, slalom a parte, quindi ho vissuto le Olimpiadi dalla A alla Z. E' stato un lungo periodo emozionante ma anche decisamente importante. Il carico di stress e le aspettative che ruotano intorno alle Olimpiadi sono cose veramente “grandi”, per cui è tosta. Soprattutto arrivare ad un'Olimpiade come sono arrivata io non dico da favorita ma quasi in più discipline».

Ti ritieni soddisfatta del risultato?
«Assolutamente soddisfatta, comunque ci sono tre medaglie a gara da assegnare e siamo tantissimi atleti. Non è facile in un'Olimpiade raggiungere i propri obbiettivi e non è sempre detto che quella giornata lì sia la tua o comunque che tu riesca a dimostrare quanto fatto in allenamento. Io non ho sciato al mio massimo il giorno del gigante e sono tornata a casa con una medaglia mentre ci sono stati atleti che erano dati più favoriti di me che sono tornati a casa senza. Per cui ripeto: per me è stata un'esperienza più che positiva».

Quanta Valle d'Aosta c'era in Corea?
«Molta. Ora non ho in mente i numeri esatti, ma di sicuro di più che nel passato specialmente per i tecnici: era presente veramente un bel gruppo. Per essere una regione così piccola eravamo un buon numero ed è da considerarsi una grandissima partecipazione».

Anche di atleti?
«Guarda, per lo Sci Alpino ci sono solo io, però c'è una buona componente di Triatlon, fondo e Snowbord. Nel mio sport purtroppo non siamo moltissimi... ci sono solo io ed è un peccato».

Alla Valle d'Aosta, con 23 stazioni sciistiche e 800km di piste, cosa manca per essere competitiva nel panorama nazionale e internazionale degli sport invernali?
«Per quanto riguarda noi (gli atleti n.d.r) posso dire che siamo i migliori in questo momento nel nostro sport, ma siamo ancora pochi. La competizione in Italia e nel mondo è abbastanza dura. Per quanto riguarda il territorio, ci manca davvero poco. Abbiamo i 4000 mt, abbiamo delle piste stupende. Non siamo le Dolomiti ma semplicemente per differenza naturalistica perché la nostra Valle è un po' più stretta e ripida, però è una questione di gusti, per esempio a me piace di più la Valle d'Aosta. Come raggiungibilità, visto che abbiamo l'autostrada che porta fino al Bianco, penso siamo i più “comodi”. In Trentino e in Alto Adige, per esempio, non hanno questa possibilità. Abbiamo anche stazioni moderne e ben attrezzate, insomma abbiamo tutto per poter essere super competitivi. Credo che se proprio dovessi tracciare una differenza, per me che viaggio e mi sposto molto, potrei trovarla nella ricettività. Ad esempio in Trentino si percepisce siano più abituati col turismo, lo fanno forse da più tempo e hanno imparato a lavorare con grandi gruppi e in modo continuativo».

Veniamo alle Olimpiadi future, quelle del 2026 ad esempio. Quanto è grande il sogno di Federica Brignone di vedere candidata la "sua" Valle?
«Quelle del 2026 credo le vedrò da casa. Avrò 35 anni anni, sarebbe la mia quinta Olimpiade e la mia quasi ventesima stagione in coppa del mondo. La vedo un po' difficile vedermi da partecipante. Mi sarebbe piaciuto tantissimo e sinceramente mi piacerebbe vedere un'Olimpiade tornare in Italia innanzitutto. Ricordo le emozioni grandissime nel vedere le gare a Torino nel 2006 e poi almeno vederla tornare in Europa perchè le ultime tre che ho fatto io, più quelle che farò nel 2022, si sono svolte completamente fuori dal continente. La cosa mi fa quasi arrabbiare se posso essere sincera perché vorrebbe dire che io non ho mai fatto un'Olimpiade in Europa o in Italia e magari l'edizione prima e quella dopo che ho corso io invece sarebbe in Italia. Questa è una battuta però, e a parte gli scherzi, sarebbe davvero bello. Per me le Olimpiadi sono una cosa fantastica. E' ovvio che adesso l'asticella dei Giochi si è alzata tantissimo, è diventata un modo per mettere in mostra un paese e c'è un business gigante dietro e appunto per questo potrebbe portare tanto alla nostra nazione e, perché no, alla nostra amata Valle. Se penso a quelle appena disputate a Pyeongchang e immagino un giorno di vederle da noi, non esiste davvero paragone: qui è mille volte più bello!!»

Dopo questa dichiarazione d'amore ne hai altre per i tuoi fan in Valle che ti leggeranno?
«Mi piacerebbe dire che casa mia è la Valle d'Aosta da tantissimo tempo ormai, tanto che ho comprato un appartamento a La Salle e che sono orgogliosa di portare il nome della Valle in giro per il mondo. Spero di poter sempre di più essere ambasciatrice di questo posto meraviglioso, di poter dire sempre più spesso da dove vengo e di poter “presentare” se vogliamo la nostra Valle in giro il più possibile».

Prossimo impegno imminente?
«In questo fine stagione è a La Thuille il 15 Aprile, in cui ci sarà la festa del mio Fan club. Potrete sfidarmi in uno slalom parallelo!! Dopo qualche altro impegno andrò al mare un paio di settimane, mi riposerò e da lì ricomincerà la mia preparazione per la prossima stagione. Importantissima. Da metà Maggio farò fisioterapia per risolvere la mia pubalgia e iniziare senza intoppi questa volta, si spera».

 

Adriana Guzzi

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