Pm: Rollandin ha agito in totale contrasto con le norme

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CasinòAOSTA. La procedura di concordato della Casinò de la Vallée ha contributo alla scoperta delle tre lettere contenenti l'assunzione di garanzia patrimoniale inviate a tre banche dall'ex presidente della Regione, Augusto Rollandin, e su cui sta indangando la Procura di Aosta.

Con questi documenti l'ex presidente Rollandin "impegnava la Regione a garantire corrispondenti debiti del Casinò di Saint-Vincent" nei confronti di Bcc valdostana, Banca Passadore e Banca Popolare di Sondrio per un totale di 19 milioni di euro. In questo modo, scrive il pm Ceccanti, Rollandin "intenzionalmente cagionava" alla Casinò de la Vallée spa "un ingiusto vantaggio patrimoniale" causando inoltre "alla Regione autonoma Valle d'Aosta, un danno consistito nell'assunzione di una garanzia patrimoniale complessiva di euro 19 milioni".

Per cinque anni quelle lettere sono rimaste negli uffici della Regione e il Casinò è rimasto aperto, ottenendo finanziamenti (anche questi oggetto di più indagini) e incrementando i debiti. Poi per la Casinò Spa, sempre più in crisi, sono arrivate le istanze di fallimento e di concordato preventivo. Alcune banche, ricostruisce il pm, "avevano inviato alla Regione autonoma Valle d'Aosta, in tempi recenti, richieste di atti e documenti a garanzia" che facevano riferimento ad un "pregresso procedimento interlocutorio". Questa circostanza ha destato l'interesse della Guardia di finanza. A febbraio poi la Banca di credito cooperativo, "evidentemente al fine di recuperare il proprio credito, ha chiesto alla presidenza della Giunta di trasmettere le necessarie deliberazioni a sostegno della garanzia assunta ma, come risulta dalla missiva firmata dall'attuale presidente, Antonio Fosson, in data 19 febbraio 2019, tali delibere non sono presenti".

Secondo il pm Ceccanti, con quelle tre lettere di garanzia Rollandin "previa spendita illegittima della propria carica di presidente della Giunta" aveva assunto "vere e proprie garanzie patrimoniali, nei confronti delle banche creditrici, in assenza di qualsivoglia determinazione giuntale autorizzativa e di qualsiasi copertura regolamentare e/o legislativa". L'ex presidente avrebbe quindi agito "con totale sviamento di potere, in palese contrasto con i precetti di legalità ed imparzialità di cui all'articolo 97 della Costituzione al mero fine di realizzare interessi propri, collidenti con quello per il quale il potere conferente alla qualità istituzionale rivestita gli era attribuito ed in totale contrasto con le norme che ne legittimavano l'attribuzione".

Infine secondo il pm quelle garanzie patrimoniali hanno consentito alla casa da gioco di evitare la chiusura "contribuendo in modo determinante al decisamente consistente incremento del dissesto delle casse erariali".

 

 

 

Marco Camilli