Corpo bruciato trovato a Fénis, cameriera-escort francese patteggia

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tribunaleAOSTA. Anaëlle Prunier è una cameriera francese di 22 anni che arrotonda lo stipendio con incontri sessuali a pagamento. Il 17 agosto 2017 in Francia, a Saint-Genis-Pouilly, incontra l'informatico 52enne di Lione Jean-Luc Durand, membro della Croce Rossa con cui, secondo la ricostruzione della Polizia Francese, ha un rapporto sadomaso. Jean-Luc Durand esagera, Anaëlle Prunier si difende e accoltella l'uomo al collo e in altre parti del corpo.

Che fare? Lo avvolge in un lenzuolo e lo scaraventa dalla finestra. Lo carica nel bagagliaio dell'auto del cliente, una Peugeot 306, e scappa. Deve disfarsi del cadavere e deve farlo senza lasciare tracce che possano ricondurre a lei. Guida nella notte, attraversa la frontiera e giunge in Italia alle prime luci dell'alba del 18 agosto. Cerca un luogo nascosto. Esce dall'autostrada a Nus e raggiunge il luogo dove è stato trovato il corpo di Durand, una radura a Fénis. Lo cosparge di benzina e lo incendia. Non sa che per bruciare un corpo serve una elevata temperatura e una semplice tanica di benzina non è sufficiente. Tuttavia è quanto basta per rendere i resti della persona irriconoscibili.

Il 19 agosto 2017 il corpo è ritrovato, è mutilato e senza una mano, ha una frattura alla spina dorsale e mostra segni di accoltellamento. Del corpo degli animali selvatici hanno fatto colazione. La prima ipotesi è l'omicidio di uno straniero e l'amputazione di una mano apre scenari inquietanti. In seguito, durante l'autopsia, parte della mano mancate è trovata sotto il corpo carbonizzato: probabilmente era stata mangiata da cinghiali. I Carabinieri del Nucleo Investigativo riescono a prelevare le impronte digitali ma, essendo incensurato, Durand non era mai stato foto segnalato. Un mese dopo in Francia, la Polizia di Lione pubblica un appello sui quotidiani locali per la scomparsa di Jean Luc.

Le indagini vanno a rilento, la mancata identificazione della persona è un scoglio molto grosso.

Nel frattempo in Francia la Polizia Giudiziaria svolge le indagini per rintracciare lo scomparso e arrestano Anaëlle Prunier che confessa l'omicidio. Alla polizia giudiziaria racconta di aver agito per legittima difesa, di aver caricato il corpo sulla macchina, aver raggiunto Torino e di essersi disfatta del cadavere nelle vicinanze di un fiume. La sua ricostruzione non convince gli investigatori. Anaëlle Prunier è una giovane donna dalla corporatura minuta, non sarebbe stata in grado di sollevare da sola il corpo morto, quindi sospettano l'aiuto di un complice, ma non trovano evidenze quindi l'unica imputata è Anaëlle Prunier. A lei sono risaliti tramite i tabulati telefonici e attraverso transazioni sospette della carta di credito della vittima, utilizzata dalla Prunier per acquistare dei biglietti per un volo aereo allo scopo di depistare le indagini.

Dall'Italia non ci sono riscontri, in Torino e dintorni non risultano cadaveri non identificati.

Il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Aosta continua le ricerche. Nelle vicinanze del luogo del rinvenimento del corpo non ci sono impianti di videosorveglianza. Richiedono il tabulato delle targhe che sono uscite al casello di Nus. Ce n'è una strana: è segnalata come targa italiana ma il modello non corrisponde all'auto. Guardando i filmati i Carabinieri si accorgono che è francese. E' una Peugoet 306 verde e non una Renault Clio. E' uscita verso le 6 del mattino del 18 agosto per rientrare una ventina di minuti dopo. Prunier abbandonerà l'auto Oyonnax, a una sessantina di chilometri da casa.

C'è una donna alla guida ed è sola. E' fatta: scambio di informazioni con la Polizia francese, conferma che il copro carbonizzato è quello di Durand e l'indagine diventa per occultamento e distruzione di cadavere e non più per omicidio.

Ieri l'epilogo: Anaëlle Prunier davanti al GUP di Aosta ha patteggiato la pena a due anni (pena sospesa). Il caso è chiuso.

 

 

Cesare Neroni