«Quel contratto è stato fatto per mandare avanti i progetti a vantaggio di CVA in un ambiente complesso come la Sicilia»
«Mi trovo di fronte ad accuse di corruzione sulla base di una consulenza regolare che un'azienda come CVA ha dato a un avvocato che è anche professore universitario. Vogliamo pensare che la CVA sia un'azienda di sprovveduti?». L'avvocato Sabrina Franzone di Genova interviene così, sulle colonne de La Stampa, per commentare l'indagine per corruzione che coinvolge anche l'ex amministratore delegato della Compagnia Valdostana delle Acque, Giuseppe Argirò.
L'ipotesi su cui si stanno concentrando gli inquirenti di Palermo, da dove è partita l'indagine sul presunto giro di mazzette, è che la società di Châtillon abbia pagato consulenze con denaro finito poi nelle tasche di Gaetano Armao, figura al centro dell'inchiesta per il suo ruolo di presidente nella commissione tecnica specialistica sulle autorizzazioni ambientali in Sicilia.
Aggiunge Franzone: «147 mila euro in tre anni non mi pare una cifra che possa far pensare alla corruzione. Quel contratto è stato fatto per mandare avanti i progetti a vantaggio della società Cva in un ambiente complesso, difficile qual è quello della Sicilia».
Secondo l'avvocato l'accusa è «veramente incredibile».
M.C.
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