Sentiti dal gip gli ex amministratori CVA finiti nell'inchiesta per corruzione a Palermo

I due indagati respingono le accuse, relative a una presunta consulenza fittizia pagata circa 147mila euro

 

Hanno risposto alle domande del gip i due ex amministratori di CVA indagati nell'inchiesta per corruzione avviata a Palermo che ruota attorno a Gaetano Armao, vicepresidente della Regione siciliana e, fino ad agosto, presidente della commissione regionale specialistica sulle autorizzazioni ambientali.

«Argirò ha risposto a tutte le domande del Gip e della Procura», ha affermato il suo avvocato Sabrina Franzone al termine dell'interrogatorio. «Ritengo che abbia offerto tutti gli elementi che dimostrano la sua assoluta estraneità ai fatti».

«Con la giudice c'è stato un dialogo costruttivo», ha riferito Jacques Fosson, legale di Malacarne Gentile. «Abbiamo spiegato gli aspetti che non erano chiari, ripercorrendo i vari incontri. Speriamo che venga rigettata la richiesta dei domiciliari avanzata dalla Procura».

La decisione sulle misure cautelari richieste dalla procura è attesa nei prossimi giorni.

I sospetti riguardo ai due indagati sono riferiti a una consulenza da 147mila euro che, secondo gli inquirenti, era fittizia e serviva a facilitare l'ottenimento di autorizzazioni ambientali per progetti che CVA aveva in Sicilia.



M.C.