Aosta, «forno crematorio pienamente operativo entro primo semestre 2027»

Il servizio è in funzione e le emissioni risultano in regola. Per i feretri in zinco però la cremazione deve avvenire fuori Valle

 Consiglio comunale

Il forno crematorio di Aosta dovrebbe tornare alla «piena operatività» entro il primo semestre 2027. L'indicazione temporale è arrivata dal consiglio comunale durante l'esame di una interpellanza di Fratelli d'Italia sul funzionamento del servizio.

Il sindaco Raffaele Rocco ha comunicato che «il forno è attualmente in funzione, sottoposto ai controlli dell'Arpa e alle verifiche interne della società di gestione. I primi autocontrolli sulle emissioni, effettuati nel luglio scorso, hanno dato risultati conformi e sono stati trasmessi all'inizio di settembre agli enti competenti. Si attende ora la valutazione della Regione per procedere alla fase di funzionamento a pieno regime, durante la quale proseguiranno le verifiche sul rispetto dei limiti ambientali».

Al momento rimane lo stop alla cremazione dei feretri in zinco per effetto delle «prescrizioni contenute nella nuova Autorizzazione unica ambientale (AUA), approvata nel gennaio 2026, che impone limiti particolarmente restrittivi alle emissioni in atmosfera». Questo tipo di casse dunque devono essere cremate fuori Valle.

Rimane inoltre la questione delle cremazioni in arretrato. Aosta affiderà il servizio per conto degli altri Comuni della Valle e, ha spiegato il sindaco, attraverso appositi accordi sarà programmato lo smaltimento degli arretrati. «Nel frattempo, sono già stati avviati a cremazione fuori regione 12 feretri rimasti in sospeso nei mesi precedenti, otto di Aosta e quattro di Valtournenche».

 


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