Musumeci
26 Ottobre 2026

Allarme sindacati su Musumeci dopo l'avvio del licenziamento collettivo

La società intende licenziare 8 lavoratori. Chiesto un incontro urgente con la Regione

 

Le sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Savt sollecitano un intervento "con urgenza" della Regione sulla situazione della Musumeci Srl. L'azienda ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per ridurre di quasi un terzo i propri dipendenti.

"L'azienda, che occupa complessivamente 29 lavoratori - spiegano i sindacati - ha annunciato l'intenzione di procedere al licenziamento di 8 dipendenti dello stabilimento di Quart, a seguito della grave crisi economica e della contrazione delle attività produttive. I posti interessati riguardano quattro lavoratori della legatoria, tre della stampa e uno della prestampa/DTP".

La situazione della Musumeci "non può essere considerata esclusivamente una vicenda aziendale - aggiungono Cgil, Cisl e Savt -: il rischio è quello di assistere all'ennesimo impoverimento del tessuto industriale della Valle d'Aosta, con prospettive sempre più incerte per il futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori. Nel confronto con l'azienda, le organizzazioni sindacali hanno cercato di individuare possibili soluzioni per limitare le ricadute occupazionali e sociali della procedura. Purtroppo, allo stato attuale, non si sono create le condizioni per raggiungere un accordo condiviso che consenta di accompagnare concretamente i lavoratori coinvolti, anche in ragione dell'assenza di margini economici adeguati a sostenere un percorso di incentivazione all'uscita".

I sindacati esprimono "forte preoccupazione" e giudicano "inaccettabile che, di fronte a una crisi di tale portata, il destino dei lavoratori rischi di essere affidato esclusivamente alla gestione di una procedura di licenziamento, senza una prospettiva industriale e occupazionale credibile".

Slc Cgil, Fistel Cisl e Savt ritengono necessario un confronto urgente con il governo regionale "affinché la Regione assuma un ruolo attivo nella ricerca di possibili soluzioni e nella verifica di ogni strumento utile a salvaguardare l'occupazione e le competenze presenti sul territorio".

 


Marco Camilli