Pride e svastica, AVS: scelta grave che va condannata

«Una svastica non è un semplice disegno, è il simbolo di uno dei regimi più criminali della storia»

 Pride e svastica, AVS: scelta grave che va condannata

Alleanza Verdi e Sinistra interviene sul caso della bandiera del Pride trasformata in svastica che riguarda il segretario del vescovo di Aosta, Gilbert Turcotti.

"Una svastica - afferma in una nota il partito - non è una questione di prospettive. Non è un semplice disegno. Non è un accostamento di colori. Non è una provocazione qualsiasi. È il simbolo di uno dei regimi più criminali della storia, responsabile della persecuzione, della deportazione e dell'uccisione di milioni di individui. Tra queste anche persone omosessuali, perseguitate dal regime nazista e internate nei campi di concentramento. Per questo vedere una , proprio nel giorno dell'Aosta Pride, non può lasciarci indifferenti".

AVS aggiunge: "non vogliamo che questa vicenda venga trasformata nell'ennesima contrapposizione tra chi crede e chi non crede, tra Chiesa e laici, tra conservatori e mondo progressista" e "non ci interessa attribuire pensieri o intenzioni che non possiamo conoscere. Ci interessa ciò che è stato pubblicato e il significato che quel simbolo porta con sé. E su questo non possono esserci ambiguità: quella scelta è grave e va condannata".

Il partito richiama le parole di Papa Francesco sul fatto che la politica sia "una delle forme più preziose della carità quando è orientata al bene comune" e che "la cura della nostra casa comune e la difesa delle persone più fragili sono parte della stessa responsabilità". Prosegue AVS: "oggi diciamo una cosa semplice e senza ambiguità: una svastica non è una prospettiva. È il simbolo di una storia di persecuzione e di morte. E non può essere trasformata in un gioco grafico, tanto meno accostata alla bandiera di una comunità che ancora oggi chiede semplicemente di poter vivere libera, rispettata e senza paura".

 


E.G.