Il programma della seduta condizionato dagli effetti della sentenza sui limiti di mandato in Giunta - DIRETTA
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Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta si riunisce questa mattina all'indomani della sentenza di Appello che ha confermato Renzo Testolin decaduto dalla carica di presidente della Regione. Testolin, dicono i giudici, era ineleggibile in Giunta perché aveva già raggiunto il limite dei mandati consentito dalla legge regionale e, di conseguenza, può ricoprire solo la carica di consigliere.
All'ordine del giorno della seduta convocata oggi e domani figuravano poco più di 80 argomenti, molti dei quali rinviati da precedenti adunanze. Il programma della seduta è stato però modificato in seguito alla sentenza di Torino. La Conferenza dei capigruppo questa mattina ha stabilito di modificare l'odg aggiungendo la presa d'atto della decadenza di Renzo Testolin dalla carica di presidente di Giunta e il ricordo dell'ex consigliere regionale Sergio Péaquin recentemente scomparso e mantenendo soltanto l'approvazione del bilancio consolidato, un atto «indifferibile e urgente» come spiegato dal presidente dell'assemblea Stefano Aggravi.
La presa d'atto della decadenza
«La sentenza è immediata esecutiva, pertanto la decadenza decorre dal 27 ottobre 2026», ha affermato Aggravi ricordando il termine dei 60 giorni di tempo (a partire dal 27 ottobre) per eleggere un nuovo presidente e una nuova Giunta. Quella attuale rimane in carica per l'ordinaria amministrazione, con la carica di presidente assunta dal vice presidente. Se entro 60 giorni dalla decadenza non ci sarà un nuovo governo, «il consiglio regionale è sciolto anticipatamente».
Sul punto è aperto il dibattito.
Per AVS, promotore del ricorso sul limite dei mandati di Testolin, è intervenuta la capogruppo Chiara Minelli: «si conclude, crediamo definitivamente, una vicenda che ha avuto origine due anni fa e ha portato un'azione giudiziaria di cui avremmo sicuramente potuto fare a meno». Questa vicenda «ha avuto ripercussioni sulle elezioni e sul risultato dell'UV e ha condizionato l'attività amministrativa perché presidente e vice presidente non sono mai stati con pienezza di poteri».
Fulvio Centoz è intervenuto per il PD-FP: «la responsabilità è di tutta la maggioranza. Il 13 maggio, con voto nominale, 20 consiglieri di maggioranza hanno respinto l'invito alle dimissioni. Ora arriva il conto: si fermano i ristori agli agricoltori, si ferma lo sconto il bolletta annunciato in pompa magna, si ferma il bilancio che va approvato entro fine dicembre. E, con il bilancio, restano appesi i trasferimenti ai Comuni». E ancora, rivolgendosi al vice presidente Luigi Bertschy, nella stessa situazione di Testolin: «le chiedo di presentare le dimissioni. Avete già forzato la legge una volta, ripetere lo stesso errore non conviene a nessuno e soprattutto alla Valle d'Aosta».
Massimo Lattanzi per Fratelli d'Italia: «ci sono voluti due sentenze per dire come interpretare una legge promulgata dal Consiglio Valle. È una sconfitta dei partiti, di quest'aula e dei partiti che hanno sostenuto questa posizione». Oggi «le sentenze ci indicano come procedere: nella presa d'atto c'è il mandato a Bertschy, ma noi non lo riteniamo politicamente corretto. C'è un consigliere anziano, abbiamo dei provvedimenti di bilancio che dovremmo approvare per non mettere la comunità valdostana in crisi. Basta giochini, basta interpretazioni».
Per la Lega VdA ha preso la parola Corrado Bellora: «Testolin e Bertschy sono stati eletti da 21 persone: bisogna stigmatizzare il comportamento della maggioranza regionale, di 21 persone che sono andate contro un testo di legge». Sulla possibilità di elezioni anticipate: «tornare oggi a votare sarebbe un errore perché è ancora in vigore la vecchia legge elettorale».
Ancora per FdI, il capogruppo Alberto Zucchi ha voluto riconoscere i meriti di AVS per aver portato avanti il ricorso iniziale sul limite dei mandati. FdI non ha aderito all'iniziativa: «Il nostro partito riteneva e ritiene che certe questioni devono rimanere appannaggio della politica». FdI «non ha paura delle urne. Ci sono enormi dossier congelati: dobbiamo rapidamente trovare una sintesi, altrimenti meglio andare a votare con la legge attuale piuttosto che tirare a campare».
Aurelio Marguerettaz, capogruppo UV, a proposito dei delicati dossier aperti ha affermato: «ci vorrà tempo per poterli risolvere e la macchina continua a lavorare. Non ci sono situazioni di incertezza: questa maggioranza e i suoi movimenti politici affronteranno la situazione, che verrà risolta in poco tempo». Questa maggioranza «può fare il bene della comunità cercando una nuova soluzione». Sulla riforma della legge elettorale: «noi non siamo per l'elezione diretta del presidente, per l'uomo forte. Ci prendiamo le nostre responsabilità e non dobbiamo rendere conto né a Milano né a Roma».
C.R.