.

Le ultime trote della Valle d'Aosta

Riceviamo e pubblichiamo

 

Spazio.

È vero : spazio in Valle d'Aosta ce n'è tanto.
Questa volta la pubblicità è veritiera.

Tanto, troppo.

Purtroppo troppo.

C'è spazio e spazio.

C'è lo spazio causato dal vuoto, ad esempio.

Vuoto perche' non c'è niente, ad esempio.

Non ci sono trote, le riserve di pesca sono vuote e chiuse, ma c'è spazio.

Le rive del fiumi sono vuote, senza pescatori francesi, svizzeri, italiani: ecco ancora spazio.

I ristoranti, i bar, i negozi non accolgono i pescatori sono vuoti: ancora spazio.

I registratori di cassa sono vuoti: ancora spazio.

Gli stabilimenti ittici sono pieni di trote fario non autoctone che non possono essere seminate nei fiumi vuoti. Spazio pieno compensa spazio vuoto.

Lo spazio vuoto solamente da Donnas in su: la linea delle trote autoctone.

Da Donnas verso valle non c'è spazio. Ci dispiace.

Gli spazi causati dal vuoto in una Regione a Statuto speciale potevano essere riempiti, e in cinque anni in cui il regolamento europeo discriminava le trote di Donnas da quelle di Chatillon, si sarebbe potuto fare qualcosa, poco tanto ma qualcosa.

Magari il vicepresidente valdostano della Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali al Senato avrebbe potuto colmare questi spazi, intervenire.

La risposta sarà sicuramente che è un problema comune a tutti in Europa.

Ma la Valle d'Aosta non è tutti: siamo speciali, e anche le nostre trote.

Certo sarà difficile spiegare alle trote che non devono risalire i fiumi, non devono spostarsi, diventano extra-comunitarie, senza gommone.

Anzi rischiamo, che per delle sostanze che si sta pensando di immettere nelle acque per far si che le uova non maturino, siano le ultime trote della Valle d'Aosta.

Spazio tanto, vuoto tanto, dispiacere tanto.

 

 

lettera firmata

 

 

Pin It
© 2020 Aostaoggi.it