Toxoplasmosi, consumo di carne cruda e aumento dell'aggressività

L'infezione da Toxoplasma gondii, le sue conseguenze sul comportamento umano, come si può trattare

AOSTA. Il consumo di carne cruda o poco cotta aumenta l'aggressività e l'impulsività nell'uomo: uno studio americano mostra una stretta relazione con l'infezione di un parassita, il Toxoplasma gondii.

Premessa

Secondo uno studio americano e confermato da studi successivi europei, la Toxoplasmosi, infezione provocata da un parassita, il Toxoplasma gondii, presente nella carne consumata cruda, fino adesso conosciuto responsabile di disturbi gravi in bambini nati da madri che hanno contratto la malattia nelle prime settimane di gravidanza, è stata associata a numerosi disturbi psichiatrici e comportamentali come aggressività, minore tolleranza allo stress, ansia depressione e altre malattie mentali nell'uomo.

Come è stato condotto lo studio?

358 soggetti hanno partecipato allo studio, tutti fisicamente e psicologicamente sani. Tutti sono stati reclutati per mezzo di pubblici servizi giornali e altri annunci mediatici. Tutti sono stati sistematicamente valutati, da specialisti neurologici e psichiatrici e psicologi, per quanto riguarda, aggressività, ansia e altri comportamenti impulsivi e aggressivi e sottoposti al dosaggio degli anticorpi IgG contro il Toxoplasma gondii per accertare l'eventuale infezione.

Quali sono stati i risultati?

I risultati di questo studio suggeriscono una stretta relazione tra infezione latente da Toxoplasma gondii e comportamenti aggressivi e impulsivi. Infatti, è stato confermato che agli anticorpi anti Toxoplasma gondii, erano presenti in tutti i soggetti che hanno manifestato alterazioni del comportamento con disordini mentali intermittenti (aggressività e impulsività), rispetto ai soggetti in cui non sono state rilevate tracce di anticorpi anti toxoplasma.

Lo studio rivolto ad altri disturbi psichiatrici, come la depressione e la schizofrenia, tendenza al suicidio, ha dato risultati positivi ma non soddisfacenti per i ricercatori.

Qual è la spiegazione dei ricercatori?

Molti fattori avvallano questi risultati.

  1. In primo luogo, l'infezione latente cronica localizzata nel cervello da Toxoplasma gondii provoca un'alterazione dei neurotrasmettitori cerebrali coinvolti nel controllo del comportamento;
  2. In secondo luogo, l'infezione cronica di Toxoplasma gondii altera la struttura e la funzione dei circuiti cortico-limbici che sono noti centri nervosi che modulano il comportamento. In particolare l'infezione cronica da toxoplasma gondii, determina una riduzione di un neurotrasmettitore, denominato serotonina che ha un ruolo centrale nella modulazione del comportamento aggressivo nell'uomo;
  3. In terzo luogo, come dimostrato sperimentalmente nei ratti, l'infezione da Toxoplasma gondii aumenta sia nei maschi sia nelle donne la produzione di testosterone. Infatti, gli alti livelli di quest'ormone sono associati notoriamente, negli animali, a una maggiore aggressività.

Immagine di TAC encefalo con cisti di toxoplasma gondii

Cos'è il toxoplasma gondii?

Il toxoplasma gondii è un parassita responsabile di una malattia infettiva denominata toxoplasmosi. Questo parassita è normalmente presente nell'intestino degli animali a sangue caldo, uccelli, mammiferi (ovini, bovini ratti) e uomo compreso.

Può trasmettersi da un animale all'altro attraverso l'alimentazione con carne infetta. La trasmissione all'uomo è possibile invece solo dai felini (oppure ingerendo carni che contengono le cisti del Toxoplasma o verdure contaminate). In genere si sente parlare di toxoplasmosi solo in gravidanza, in realtà si tratta di un'infezione molto frequente nella popolazione comune (ora in Italia siamo su una prevalenza del 50%).

L'infezione è del tutto innocua in soggetti assolutamente sani e senza particolari problemi, si risolve spontaneamente e spesso è asintomatica e non provoca complicanze nei soggetti sani. Inoltre il soggetto che contrae la toxoplasmosi resta protetto per tutta la vita da eventuali recidive grazie alla produzione di anticorpi specifici.

Come agisce la toxoplasmosi

Quanto è diffusa la toxoplasmosi in Italia?

È un'infezione frequente, soprattutto nei paesi a basso stato socio-economico-sanitario. In Europa è più diffusa che negli Stati Uniti: se un americano ha il 10-15% di probabilità di aver contratto l'infezione, in Italia le percentuali sale attorno al 40-50%.

Come s'infetta l'uomo?

L'infezione nell'uomo può avvenire mediante diverse vie:

Non è nota con certezza quale di queste vie sia quella più frequente; tuttavia molti studi indicano che il consumo di carne cruda o poco cotta è considerato la maggiore via di trasmissione per l'uomo.

Come si manifesta la toxoplasmosi?

Nella maggior parte dei casi, la toxoplasmosi, non dà segni clinici, in pochi casi compaiono sintomi aspecifici, come febbricola, ingrossamento dei linfonodi ai lati del collo. I sintomi generalmente si risolvono senza trattamenti entro poche settimane.

Chi contrae l'infezione cosa rischia e quali sono le complicanze?

I pazienti con sistema immunitario compromesso (persone con infezione da HIV, pazienti affetti da cancro, individui che hanno subito un trapianto, ecc) sono molto più suscettibili all'infezione da Toxoplasma gondii e possono sviluppare sintomi più severi. I sintomi neurologici sono i segni più comuni: encefaliti, mal di testa, disorientamento, spossatezza, deficit motori, epatite con insufficienza epatica, convulsioni, che possono condurre al coma e morte nei casi più gravi. Frequenti sono le infezioni a carico dell'occhio con cecità e a carico delle vie respiratorie.

Il discorso cambia in caso di insorgenza della malattia in gravidanza: in questo caso l'infezione diventa pericolosa se contratta nel primo trimestre, non tanto per la gestante, quanto per il bambino, infatti, il parassita può attraversare la placenta e danneggiare gravemente il feto.

Negli ultimi anni, infine, è stata anche identificata una forte relazione tra infezione cronica latente e una maggior propensione a sviluppare alcune malattie psichiatriche, come i disturbi di comportamento caratterizzati da aggressività e minore tolleranza allo stress (i disturbi sono stati osservati soprattutto negli automobilisti in preda a scoppi di ira sproporzionati alle situazioni.)

Come è diagnosticata la toxoplasmosi?

La diagnosi si formula attraverso una semplice analisi del sangue, mirata alla ricerca degli anticorpi specifici per toxoplasma (test IgG-IgM), chiamato Tox Test.

Toxoplasmosi in gravidanza: come capire se è avvenuta la trasmissione al feto

Un'ecografia potrebbe (ma non è detto) rilevare un'infezione fetale attraverso la presenza di alcuni segni come calcificazioni cerebrali o un allargamento dei ventricoli cerebrali. In caso di forte sospetto di trasmissione, è consigliata l'amniocentesi, anche tardiva. Recentemente sono state introdotte metodiche di biologia molecolare (PCR) che permettono di valutare la presenza del Toxoplasma nel liquido amniotico e quindi l'infezione del feto.

Quali sono le indicazioni terapeutiche attuali e quali pazienti trattare?

I pazienti con indicazioni alla terapia farmacologica sono:

La terapia prevede l'utilizzo di antibiotici. Il trattamento risolve l'infezione ma non le complicanze ormai avvenute.

Come è possibile prevenire e ridurre il contagio?

Al momento non è possibile garantire una prevenzione assoluta della toxoplasmosi per mancanza di un vaccino. Alcuni comportamenti, soprattutto di ordine alimentare, possono ridurre notevolmente il rischio di contagio:

Conclusioni

La toxoplasmosi è un'infezione frequente, spesso a decorso benigno, ma in alcune categorie di soggetti, donne e persone con deficit del sistema immunitario, può essere pericolosa. In caso di manifestazioni cliniche e diagnosi accertata di toxoplasmosi è necessario eseguire la terapia antibiotica.

Prima della gravidanza eseguire i test per la toxoplasmosi; la donna che contrae l'infezione durante la gravidanza deve essere inviata in centri specializzati.

Le buone norme igieniche come il divieto di consumare carni crude, evitare il contatto con animali, sopratutto gatti, prevengono il 41% delle infezioni in gravidanza.

In tutti i soggetti, sani e senza patologie psichiatriche che manifestano disturbi del comportamento (aggressività e impulsività), è buona norma clinica escludere anche eventuali lesioni cerebrali da toxoplasmosi attraverso esami di laboratorio e radiologici (Risonanza magnetica o TAC cerebrale).

 

dott. Franco Brinato
Specialista in medicina d'Emergenza Urgenza e dirigente medico della struttura complessa di Medicina d'emergenza e Pronto soccorso