Le infezioni ospedaliere, un problema in forte crescita

Quali sono le cause delle infezione in ambito ospedaliero, come si prevengono e il ruolo dell'antibiotico-resistenza

brinato-francoLe infezioni contratte in ospedale sono un fenomeno in forte crescita che uccide più degli incidenti stradali, ma le armi per sconfiggerle sono sempre di meno

Cosa sono?

Le infezioni ospedaliere sono la complicanza più frequente e grave dell'assistenza sanitaria. Sono le infezioni insorte durante il ricovero in ospedale, o dopo le dimissioni del paziente, che al momento dell'ingresso non erano manifeste clinicamente, né erano in incubazione.

Sono l'effetto di procedure sanitarie (cateteri vescicali, venosi, arteriosi, broncoscopia, gastroscopia, ecc) e interventi chirurgici che, se da una parte garantiscono la sopravvivenza dei pazienti, dall'altra consentono l'ingresso dei microrganismi anche in sedi corporee normalmente sterili.

Ora si parla d'infezioni correlate all'assistenza sanitaria in generale (ICA), per porre l'accento sul concetto che è un fenomeno diffuso non solo in ospedale, ma in tutti gli ambiti dell'assistenza sanitaria (residenze sanitarie assistite per anziani, assistenza domiciliare, assistenza ambulatoriale).

Che dimensione ha il problema in Italia?

La stima numerica annua d'infezioni ospedaliere oltrepassa le 600 mila unità l'anno, più delle vittime degli incidenti stradali; tali infezioni prolungano ovviamente la degenza ospedaliera, con un aggravio di costi che oltrepassa un miliardo di euro l'anno.

La maggior parte dell'infezioni correlate all'assistenza sanitaria interessa il tratto urinario, l'apparato respiratorio, le ferite chirurgiche, le infezioni sistemiche generalizzate (sepsi, batteriemie). Le più frequenti sono le infezioni urinarie, che da sole rappresentano il 35-40% di tutte le infezioni ospedaliere.

Perché in ospedale il rischio d'infezione aumenta?

L'aumento delle infezioni è la conseguenza di:

Le persone più a rischio di contagio sono ovviamente i pazienti, ma anche il personale ospedaliero, gli assistenti volontari, visitatori, studenti e tirocinanti sono ad alto rischio.

Da cosa sono causate le infezioni?

Sono infezioni provocate da microrganismi. I più coinvolti sono i batteri che in Italia giustificano il 95% delle infezioni; seguono i funghi (3%) e i virus (1%) (epatite B e C,AIDS e influenza). L'uso di antibiotici e disinfettanti ha selezionato germi resistenti, complicando le possibilità terapeutiche (leggi anche: ). I germi arrivano nell'organismo per vie diverse.

I principali meccanismi di trasmissione delle infezioni correlate all'assistenza sono:

Come prevenire queste infezioni negli ospedali italiani?

Non tutte le complicanze infettive dell'assistenza sanitaria sono prevenibili. Vi sono, però, dati scientifici certi, che dimostrano che le procedure eseguite in modo corretto, riducono il rischio del 70%.

Le misure di prevenzione più efficaci sono:

In conclusione, cosa si può fare?

Le infezioni correlate all'assistenza sanitaria sono un grave problema per la salute pubblica. Il 70% delle infezioni può essere evitato attraverso comportamenti virtuosi del personale sanitario e di tutte le persone che a vario titolo sono in contatto con i malati. La resistenza di molte infezioni a diversi antibiotici è un reale rischio.

Dall'introduzione della penicillina nel 1941, gli antibiotici sono divenuti una delle pietre miliari della medicina moderna. Tuttavia, negli ultimi decenni, sono aumentati gli agenti patogeni resistenti a questa categoria di farmaci. Inoltre il numero di nuovi antibiotici sviluppati dagli anni Settanta si è costantemente ridotto, perché non redditizio per le case farmaceutiche, ormai troppo concentrare sull'innovazione di farmaci per la prevenzione e la cura delle malattie cardiovascolari. Ciò provoca da un lato la riduzione della mortalità, dall'altro lo stesso malato sopravvissuto a una malattia cardiaca, può morire per una banale infezione.

Occorre sollecitare e sensibilizzare istituzioni, case farmaceutiche, Università, comunità scientifiche, a investire su strategie avanzate per lo sviluppo e la messa in commercio di antibiotici innovativi e per questo è necessario lo sforzo di tutti.

Se non si ricorre ai ripari, nel 2050 le infezioni batteriche causeranno, nel mondo circa dieci milioni di morti l'anno, superando ampiamente i decessi per tumore, diabete e malattie cardio-vascolari.

 

dott. Franco Brinato
specialista in Medicina d'Emergenza Urgenza e Medicina Termale e dirigente medico di Medicina d'Urgenza e pronto soccorso