Intossicazione da funghi: come riconoscerla e cosa fare

Quali sono i più comuni funghi tossici, come prevenirne il consumo e quali sono le conseguenze di un'intossicazione

 


AOSTA. Ogni anno, nella stagione autunnale, numerose sono le persone che accedono al pronto soccorso per intossicazione da funghi. La causa è il consumo di funghi tossici non sottoposti ai controlli dei micologi messi a disposizione gratuitamente dalle varie aziende sanitarie pubbliche.

A cosa è legata la tossicità dei funghi?

I funghi contengono tossine, sostanze velenose capaci di provocare danni all'organismo anche in piccole quantità. Queste sostanze sono specifiche per ogni fungo e provocano sintomi e danni diversi. La loro tossicità non è annullata da alcun trattamento prima del loro consumo, come per esempio la cottura, perché le tossine sono termostabili, quindi resistono alle alte temperatura.

Non esistono sistemi empirici per determinare la pericolosità di un fungo, quali il cucchiaino d'argento, l'aglio, ecc. L'unico sistema per non avvelenarsi è saper identificare perfettamente i funghi commestibili.

Oltre alle tossine, i funghi sono veicoli d'infezioni batteriche e altri patogeni contenuti al loro interno.

Quali sono i funghi tossici per l'uomo?

Tutti i funghi sono potenzialmente velenosi, anche quelli commestibili se consumati in grandi quantità e crudi, tuttavia alcune specie sono tossiche anche se ingerite in piccole quantità. Sono considerati tossici e velenosi quei funghi che, anche dopo prolungata cottura, provocano effetti tossici di varie entità.

L'intossicazione più frequente deriva principalmente dal consumo di alcune specie come:


Come riconoscere un'intossicazione da funghi?

I sintomi da intossicazione si possono manifestare in tempi diversi e avere durata differente a seconda del tipo di fungo consumato.

Riguardo al tempo intercorso tra l'ingestione di funghi tossici e la comparsa di sintomi, si distinguono sindromi a breve latenza e sindromi a lunga latenza.

Le sindromi da breve latenza

Si manifestano da trenta minuti a 3-4 ore dall'ingestione dei funghi e si risolvono in circa ventiquattro ore. Sono sintomi passeggeri che regrediscono spontaneamente senza grosse complicanze e non mettono a rischio la vita.

Si possono manifestare con:

In genere non è necessaria l'ospedalizzazione tranne che nei casi in cui si verifica un'eccessiva perdita di liquidi che potrebbe provocare un collasso cardiocircolatorio, soprattutto nei soggetti con patologie croniche.

Le sindromi a lunga latenza

Si manifestano dopo almeno sei ore e fino a oltre 24-32 ore dall'ingestione dei funghi. Sono le più pericolose perché l'insorgenza ritardata della sintomatologia posticipa l'intervento medico che spesso arriva quando le tossine hanno causato già danni gravi e irreversibiliIl rischio di morte è elevato.

Un intervento precoce e tempestivo, basato sull'esecuzione di lavanda gastrica e infusione di liquidi, allontana le tossine e ne riduce la tossicità.

I sintomi sono diversi:

Falsi avvelenamenti

Accanto a questi sintomi si possono manifestare episodi di falsi avvelenamenti e cioè disturbi, dopo l'ingestione di funghi, dovuti ad intolleranza agli stessi. La causa è dovuta alla mancanza di un enzima: il trialase. Questo determina l'impossibilità di scindere il trealosio, un disaccaride di cui sono ricchi i funghi, anche i porcini. Ciò provoca fermentazione, dolori addominali e diarrea, tutti sintomi di non grave entità da non confondere con i più gravi effetti gastroenterici provocati da vere intossicazioni.

Cosa fare in caso di sospetta intossicazione da funghi

Come prevenire l'intossicazione da funghi

I funghi sono alimenti di difficile digestione, per cui se consumati in abbondanza possono provocare indigestioni. Alcune buone regole per evitare il consumo di funghi tossici:

 

dott. Franco Brinato
specialista in Medicina d'Emergenza Urgenza e Medicina Termale e dirigente medico di Medicina d'Urgenza e Pronto Soccorso