Il colpo di calore e le malattie del caldo: sintomi e prevenzione

Con il ritorno della bella stagione arrivano le ondate di calore: come reagisce l'organismo, come proteggersi, quali persone sono più a rischio

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che gli effetti sulla salute attesi nel futuro a causa dei cambiamenti climatici, in particolare quelli dovuti al progressivo riscaldamento del pianeta, sono tra i più rilevanti problemi sanitari che dovranno essere affrontati nei prossimi decenni.

Sebbene chiunque possa essere colpito, i soggetti più a rischio sono, a parità di esposizione, i bambini e gli anziani, in particolare gli over settantacinque, spesso con patologie croniche, frequentemente esposti alla cosiddetta "sindrome clinica da fragilità", condizione caratterizzata da una ridotta riserva fisiologica, associata a una ridotta capacità di adattamento a modificazioni dell’ambiente interno o esterno e, a un’aumentata suscettibilità a eventi clinici.

Il rischio da calore è un’emergenza estiva e non è imprevedibile perché rappresenta una realtà che si ripete ogni estate.

Come reagisce l’organismo quando è esposto al caldo

Sole

La temperatura del corpo umano è soggetta alla termoregolazione, un sistema integrato di meccanismi neuro-biologici preposto al mantenimento di una temperatura interna pressoché costante, 36,5°C, indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne all'organismo.

Il centro di questi eventi è una sorta di "termometro" situato nel cervello a livello dell’ipotalamo. Qualsiasi variazione di temperatura interna o esterna al corpo, scatena, nel soggetto sano, una serie di eventi protettivi. La risposta è diversa a seconda se il corpo è esposto a temperature fredde o temperature calde.

La risposta dell'organismo all'esposizione di temperature elevate è caratterizzata dall'attivazione di diversi meccanismi quali:

Quando questi meccanismi sono inefficienti o insufficienti a un'adeguata dispersione del calore - vuoi per intensità dell'esposizione vuoi per limitazioni indotte da stati patologici pre-esistenti - si manifestano i danni alla salute prodotti dall'eccesso di calore.

Quali sono i danni alla salute provocati da esposizione alle alte temperature?

Possono essere classificati in base alla gravità, in danni minori e danni maggiori. I danni minori sono generalmente disturbi che non richiedono interventi sanitari e di ricovero in ospedale e sono:

Come si definisce il colpo di calore?

Il colpo di calore è ’una sindrome clinica che si manifesta quando un soggetto è esposto a una temperatura esterna molto elevata e non riesce efficacemente a disperdere calore. E’ caratterizzata dalla presenza costante di un aumento della temperatura corporea che raggiunge e supera i 41°C. Rappresenta una vera e propria emergenza medica è richiede un ricovero ospedaliero e una diagnosi immediata per evitare conseguenze gravi per la salute.

A cosa è dovuto il colpo di calore?

Il colpo di calore è causato dall’inefficienza o insufficienza dei meccanismi della termoregolazione ed è distino in colpo di calore classico e colpo di calore da sforzo.

Colpo di calore classico

Il colpo di calore classico è caratterizzato da un aumento del calore interno e dalla diminuita dispersione, cui consegue la cessazione della sudorazione. Ne sono colpiti soprattutto gli anziani, i bambini e i malati cronici e si manifesta a seguito di esposizione prolungata a un ambiente molto caldo e umido, in assenza di ventilazione, anche senza esposizione diretta alla luce del sole.

Colpo di calore da sforzo

Il colpo di calore da sforzo invece è conseguenza di un aumento di calore interno non disperso durante intensa attività fisica in condizioni climatiche caldo-umide. Questa situazione interessa i soggetti giovani in buona salute che, quando esposti a condizioni climatiche sfavorevoli, patiscono un sistema di termoregolazione inefficiente (sudorazione e vasodilatazione cutanea). La conseguenza è la perdita di liquidi e sali minerali con riduzione della massa liquida del sangue e conseguente riduzione di apporto di ossigeno ai tessuti.

Sono particolarmente a rischio gli atleti, i maratoneti, marciatori, ciclisti e più in generale chiunque pratichi attività sportiva intensa in palestre poco areate. Anche i soggetti obesi con malattie croniche che praticano attività sportiva sono a rischio (disperdono meno calore per la presenza di grasso)

Come si manifesta il colpo di calore

Il colpo di calore si manifesta con un’ampia gradazione di segni e sintomi secondo la gravità della condizione. I primi segni del danno da calore sono:

Se il quadro clinico progredisce, si manifestano:

A quale temperature il rischio è maggiore?

Il rischio non dipende solo dalla temperatura. Anche il grado di umidità e la ventilazione intervengono nello sviluppo del colpo di calore. Devono sempre essere considerate giornate a rischio quelle in cui si prevede che la temperatura all’ombra superi i 30°C e l’umidità relativa sia superiore al 70%. Rischio elevato di colpo di calore quando l’umidità supera il 100%.

Quali soggetti sono a rischio?

Le persone più esposte al colpo di calore durante le ondate di caldo estivo sono:

Cosa fare in caso di colpo di calore?

Il colpo di calore è una vera emergenza medica. Solo il riconoscimento precoce e una terapia aggressiva sul territorio e successivamente in ospedale possono ridurre sostanzialmente la mortalità. La prima cosa da fare è allertare il servizio d’emergenza e nell’attesa:

Come si comporta il medico d’emergenza di fronte a un soggetto con colpo di calore?

Il trattamento nei soggetti con danni minori da esposizione alle alte temperature non prevede interventi sanitari particolari. Il soggetto senza fattori di rischio, dopo opportuna idratazione, può essere dimesso a domicilio con indicazione al riposo e controlli clinici presso il curante.

In caso di colpo di calore, il trattamento deve essere iniziato rapidamente in quanto la durata della temperatura corporea alta (ipertermia) influenza la prognosi e le complicanze.

Se il soggetto è stabile il primo obbiettivo del medico d’emergenza è raggiungere una temperatura corporea inferiore a 39°C. L'obbiettivo può essere raggiunto con applicazione di ghiaccio e spugnature con acqua fredda e nei casi gravi con l'immersione in acqua non troppa fredda per evitare i brividi che possono peggiorare l’ipertermia e la somministrazione di liquidi per via endovenosa, in alcuni casi anche liquidi nello stomaco e per via rettale.

Quali soggetti devono essere ricoverati?

Nel colpo di calore classico e da sforzo è consigliato il ricovero per almeno 48 ore al fine di monitorare le complicanze. Alla stessa maniera devono essere ricoverati i soggetti anziani e tutti coloro che presentano fattori di rischio (cardiopatici, soggetti con malattie respiratorie, diabetici).

Buone pratiche per evitare i danni da esposizione alle alte temperature

È possibile proteggersi dal rischio di esporsi ad alte temperature e dal colpo di calore rispettando alcuni comportamenti.

Buone pratiche generali

Rinfrescare casa e ambiente di lavoro

Attività fisica e fuori casa

Alimentazione e idratazione

Viaggi in auto

Persone fragili

Conclusioni

Il caldo estremo è un importante fattore di rischio per la salute, può aggravare condizioni patologiche preesistenti ed essere causa di decesso. Può interessare persone di tutte le età, per motivi diversi e attraverso meccanismi differenti, alcuni sottogruppi di popolazione presentano un rischio più alto di malattia e decesso correlati all’esposizione al caldo e alle condizioni di salute e dall’ambiente di vita, dal livello di esposizione e dalla capacità di adattamento a condizioni climatiche sfavorevoli.

Oltre ai consigli per prevenire l'esposizione alle alte temperatura, è necessario coinvolgere nella prevenzione tutte le istituzioni per garantire interventi di prevenzione per una risposta concreta all'emergenza caldo. Quindi è necessario garantire: strumenti di comunicazione adeguati e di facile accesso soprattutto per persone a rischio, per informare adeguatamente sui rischi per la salute e le misure di prevenzione da adottare a livello individuale e di comunità e sui servizi disponibili; un sistema sanitario capace di dare una risposta all'emergenza (aumentare i posti di primo soccorso, aumentare il personale sanitario nei pronto soccorsi, aumentare il numero dei posti letti disponibili); creare una rete di servizi con il coinvolgimento di altri settori dell’assistenza oltre a quello sanitario.

 


dott. Franco Brinato
Specialista in Medicina d'Emergenza Urgenza e Medicina Termale, dirigente medico di Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso