06 Ottobre 2026

Pronto soccorso, sei medici rispondono al bando dell'Usl

Cautela del direttore USL Occhi: serve un clima di lavoro produttivo per evitare l’abbandono della sanità pubblica

 Mauro Occhi

Sono sei i medici che hanno risposto al bando dell'Usl della Valle d'Aosta per assumere nuovo personale per il pronto soccorso di Aosta. Un dato "positivo", ma "da prendersi con le pinze in attesa della conferma della partecipazione". Lo afferma il direttore sanitario Mauro Occhi alla chiusura del bando, scaduto il 1° ottobre.

L'Usl fornisce un quadro generale sul passato e sul futuro della sanità per quanto riguarda gli organici. Tra il 2019 e il 2023 in Valle d’Aosta il numero dei medici è diminuito del 6% e quello degli infermieri del 6,7%, "in controtendenza rispetto all'andamento nazionale". Tra il 2019 e il 2023 i medici di base sono diminuiti di 12 unità mentre le borse di formazione assegnate, nel periodo dal 2020 al 2025, sono 54.

Per il futuro, il direttore sanitario Occhi indica prospettive critiche. Complici anche i piccoli numeri della Valle d'Aosta, «applicando le percentuali nazionali dei medici "in uscita" dagli organici regionali, gli ordini di grandezza ci restituiscono una prospettiva valdostana di circa 115-120 medici e 180 infermieri interessati nel prossimo decennio dal ricambio, su organici che ora contano rispettivamente 297 medici e 624 infermieri». Numeri che riguardano solo i pensionamenti e non le dimissioni volontarie.

Aggiunge Occhi: «In prospettiva sappiamo di poter contare sull’aumento dei posti disponibili nelle scuole di specializzazione ma – appunto – con ricadute ancora da verificare per il nostro territorio, lontano dalle grandi aree metropolitane che noi sappiamo costituire un fattore di attrattività per i giovani medici».

La ricetta per tentare una guarigione, dice il direttore sanitario dell'Usl, è «sostituire un ombrello di garanzia su una professione che si conferma faticosa e di sgradevole esposizione ai carichi di lavoro. Dobbiamo quindi tentare di assicurare al meglio un clima di lavoro produttivo, pena l’abbandono della sanità pubblica da parte di OSS, infermieri e medici. Nessuna di queste dimensioni ci è indifferente a la Direzione lavora per metterle in sicurezza con organici sufficienti e prospettive professionali di livello».

 


Marco Camilli