I dati dell'assessore Marzi in risposta a due interrogazioni di Lega e AVS sul tragico fenomeno in Valle d'Aosta
Il tema dei suicidi è stato nuovamente argomento di confronto in Consiglio Valle. I gruppi Lega VdA e AVS hanno presentato ciascuno una interrogazione per chiedere al governo regionale di fare il punto della situazione sul tragico fenomeno in Valle d'Aosta e per avere conoscenza dell'efficacia dei percorsi di cura e presa in carico nell'ambito della salute mentale.
Della risposta si è occupato l'assessore alla Sanità Carlo Marzi. «Dal 1° gennaio al 31 agosto 2026 sono stati registrati in Valle d'Aosta 14 suicidi, 9 uomini e 5 donne». La metà di loro era sconosciuta ai servizi specialistici, mentre le altre sette erano seguite da Psichiatria o dal SerD.
Nel 2025 l'Ambulatorio prevenzione, uno dei servizi tesi a intercettare il disagio, ha seguito 43 pazienti a fronte di 30 dimissioni dal Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, senza registrare pre-ricoveri o nuovi tentativi di suicidio. Inoltre «tra marzo e agosto 2026, il 77,1% delle persone con accesso ambulatoriale è stato successivamente preso in carico».
Sempre riguardo all'efficacia delle strutture e die servizi, nel privato sociale il monitoraggio si basa suprogetti terapeutici individualizzati e specifici indicatori di qualità.
«Abbiamo - ha aggiunto l'assessore - rafforzato la collaborazione con il Pua, il Punto unico di accesso (che ha già generato 12 segnalazioni nei primi otto mesi del 2026), le scuole, il Pronto soccorso, i medici di base e pediatri e tutte le "sentinelle del territorio". Dal 1° novembre 2026, entreranno in servizio 16 nuovi psicologi nelle quattro Case di comunità: con tale potenziamento territoriale avrà avvio il servizio della psicologia di cure primarie o psicologia di base».
L'intervento ha riguardato anche i Tso, Trattamenti sanitari obbligatori, e di trattamenti sanitari in generale. «L'efficacia degli interventi - ha detto l'assessore - è difficilmente misurabile in tale delicato ambito, in quanto il comportamento suicidario è il risultato di un'interazione dinamica tra fattori biologici, psicologici, sociali e ambientali a volte improvvisi. È quindi molto difficile valutare l'impatto di un singolo intervento terapeutico isolandolo da queste variabili esterne. Inoltre, in una realtà con una popolazione ridotta come la nostra, piccole variazioni numeriche producono oscillazioni rilevanti senza necessariamente essere indicative di cambiamenti strutturali».
Marco Camilli