Come e dove nasce il calcio: storia dello sport più famoso al mondo

 

Dati alla mano, si tratta dello sport più famoso, seguito e redditizio al mondo. Non può che essere il calcio, che con la sua estrema semplicità di regolamento e di svolgimento del gioco riesce a mettere d’accordo praticamente chiunque.

Sin dalla sua nascita, il calcio ha avuto questo potere di risultare piacevole e comprensibile per un pubblico sempre più vasto. Al giorno d’oggi il calcio è diffuso praticamente in tutto il mondo: nonostante in alcuni Paesi non sia lo sport principale, esso sta comunque prendendo maggiore importanza. Basti pensare agli Stati Uniti, dove grazie all’arrivo di alcuni campioni di fama mondiale negli ultimi anni ha raggiunto nuovi vertici.

Ma dove e come è nato il calcio? La storia dello sport più famoso al mondo in realtà è ben più longeva di quel che si potrebbe pensare.

Gli antenati del calcio moderno

Sorprendentemente, il calcio ha radici nell’Estremo Oriente, più precisamente in Cina e in Giappone. Sono proprio Cina e Giappone a gettare i rudimenti del calcio attraverso due forme primordiali: il tsu’ chu e il kemari (quest’ultimo è nato soltanto mezzo secolo dopo). L’obiettivo era di spingere un pallone di piume per puro esercizio fisico nel primo caso, e di non far toccare terra alla palla nel secondo.

Si trovano rudimenti del calcio anche nella storia greca: nel quarto secolo avanti Cristo esisteva uno sport alternativo alle classiche forme di attività motorie tanto amate dai greci. Si chiamava episciro e venne tramandato anche ai Romani, col nome latino di harpastum. Caratteristica era la grande fisicità impiegata dai giocatori: non si prestava troppa importanza all’agonismo della partita.

L’anello di congiunzione conclusivo tra antenati e calcio moderno è il calcio fiorentino, praticato nel Medioevo in Italia ed esportato anche nelle isole britanniche, dove venne a più riprese condannato dai vari governi. Il calcio fiorentino (ancora oggi rievocato) viene considerato per lo più come un mix tra rugby e calcio, potendo anche prendere in mano il pallone.

La nascita del calcio moderno

Il calcio moderno nasce ufficialmente in Inghilterra, dove tra il 1600 e il 1800 si praticava una forma di calcio mista a rugby, simile al calcio fiorentino ma in continua evoluzione di regole e modalità. Una caratteristica comune e ricorrente era il numero di giocatori, 11, che ancora oggi è utilizzato nel calcio ufficiale: il motivo va ricondotto nel numero di alunni delle classi sfidanti, sempre fisso a 10 con l’aggiunta del maestro nel ruolo di portiere.

La codifica ufficiale del calcio inteso come moderno avviene il 26 Ottobre 1863. Alla Free Mason’s Tavern di Londra, undici rappresentanti di club sportivi londinesi tengono un comizio privato in cui sono state scritte le regole del calcio moderno. Nonostante la data ufficiale sia proprio il 26 Ottobre, in realtà si sono susseguite una serie di diatribe relative al regolamento: da un lato vi era il segretario della neonata Football Association, tale mr. Morley, che proponeva fortemente di eliminare la matrice rugbystica nel gioco del “football”, dall’altro tale mr. Campbell (presidente del club Blackheat) che difendeva tale impostazione. Saranno le ragioni di mr. Morley a prevalere, donando così la caratteristica dell’utilizzo esclusivo dei piedi.

Il fondatore e padre del calcio moderno è riconosciuto nella figura di Ebenezer Cobb Morley, ma l’eredità del calcio di oggi è passata di volta in volta nelle mani degli stessi interpreti, squadre, allenatori e giocatori.

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