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Riceviamo e pubblichiamo |
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La correttezza
dell’informazione
non è propriamente
uno dei punti di
forza della
democrazia italiana.
Ma sotto le
elezioni, da qualche
tempo a questa
parte, tutti
diventano dei
signori, nella
premura di garantire
a TUTTI i candidati
lo stesso spazio a
disposizione. A
TUTTI? Beh, no,
forse non proprio a
tutti... diciamo ai
rappresentanti dei
due più grandi
partiti, dei due
osannati Monoliti
della politica
italiana, e alle
rispettive
coalizioni. La
cosiddetta “par
condicio” è dovuta a
loro, che, grazie
agli enormi poteri
economici che
rappresentano e li
sponsorizzano
(notoriamente legati
anche giornali e
televisioni),
monopolizzano il
mercato e detengono
il primato delle
preferenze. Poi, ci
sono anche altre
liste, certo, ma...
lasciate perdere, ci
dicono neanche
troppo tra le righe
i mezzi
d’informazione:
votate i Monoliti,
tanto vincerà uno di
loro. E i Monoliti
godono. Da anni, da
decenni (anche se
sono nati dopo,
hanno ereditato
solide ceneri dai
loro predecessori)
fondano il loro
consenso proprio sul
“voto utile”, sulla
finta democraticità
delle campagne
elettorali, dove di
fatto può vincere
solo chi detiene già
un’ampia fetta di
potere, perché degli
altri non si parlerà
praticamente nulla.
E i due Colossi, pur
cantandosele
sonoramente in
campagna elettorale
per mettere in
mostra le
differenze,
diventano di fatto
sempre più simili,
in modo che sia
sempre garantita una
continuità al
sistema italiano,
con tutti i suoi
annessi e connessi
che tutti ormai
dovremmo conoscere.
Insomma, alle
elezioni, di fatto,
“possiamo cambiar
tutto, a patto che
si lasci tutto come
era”. A meno che...
a meno che i
cittadini Italiani
non comincino, uno
dopo l’altro, a
guardarsi intorno,
valutando TUTTI i
programmi,
visionando TUTTI i
candidati, e non
solo quelli che si
riferiscono ai
Monoliti. E inizino,
sempre in maggior
numero, ad assumersi
la fatica e la
responsabilità di
informarsi
personalmente, e non
solo tramite i
Grandi Giornali e le
Grandi Televisioni.
Perché quella del
“voto utile” è una
grandissima
stupidaggine, che
può esistere solo in
grazia di un sistema
d’informazione
malato e
dell’assuefazione
degli elettori. Che
devono rivendicare,
proprio attraverso
il voto, la loro
vera libertà, che è
quella non di
scegliere quello che
si ritiene “il male
minore”, ma la lista
che veramente, fra
tutte, li
rappresenta meglio.
Una libertà che, se
si vogliono
veramente cambiare
le cose, deve avere
il coraggio di
rischiare.
Giorgio Perino
08
marzo 2010 |
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Riceviamo e pubblichiamo |
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In Aosta - Via
Pasquettaz - da mesi
sul muro del
capannone c'è la
scritta riportata
nella foto.
So che parecchie
persone hanno fatto
presente la cosa ai
vigili, ma quando il
comune di Aosta
provvederà a
cancellarla?
Barbara |
27 febbraio 2010 |
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Riceviamo e pubblichiamo |
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Sig. Enzo Spinelli,
ho letto con
attenzione la Sua
e-mail in
riferimento con la
quale si premura di
evidenziare in
maniera assai
esplicita e diretta
quello che,
Suo dire, è il
degrado di Breuil-Cervinia. Le
Sue affermazioni
sono molto forti e,
mi permetta,
assolutamente
superficiali.
E' sotto gli occhi
di tutto che
Breuil-Cervinia non
sia più la stessa
degli anni '70-'80 e
'90, quando comunque
l'economia globale
era in fase di
espansione e
Cervinia godeva
ancora del "traino"
della speculazione
edilizia degli anni
'60-'70 che, se da
un lato ha operato
una forzata e non
regolamentare
urbanizzazione della
conca, dall'altro ha
portato benessere e
clientela d'élite.
E' evidente a tutti
che, soprattutto in
tempi di recessione
economica, quali
sono quelli che
stiamo vivendo, sia
fondamentale
produrre un'offerta
turistica di alto
livello, per essere
competitivi sia sul
mercato nazionale
che su quello
internazionale. E'
infine assolutamente
corretto affermare
che, in tale
contesto, sia
negativo trovare bar
chiusi e ristoranti
deserti nella piena
stagione invernale.
Non è però giusto
denigrare le
iniziative proposte
da alcuni
imprenditori
privati, sia che si
tratti di escursioni
con i quad sia che
si tratti di scivoli
con i gommoni,
perché, anche se
tali iniziative non
le aggradano, è
proprio
dall'iniziativa
privata che bisogna
passare per un vero
rilancio della
località.
L'Amministrazione
pubblica Le assicuro
che ha fatto e sta
facendo molto per
rilanciare Breuil,
sia attraverso
l'acquisizione della
Cervino spa da parte
della Regione,
salvando dal
fallimento il vero
volato economico
della vallata, sia
attraverso
interventi
strutturali (la
riqualificazione
urbana del centro di
Cervinia, in fase di
realizzazione - la
dotazione di un
parcheggio pubblico
interrato in zona
Chateau, in procinto
di partire la
prossima primavera -
la progressiva
pedonalizzazione del
paese - la
riqualificazione
viaria del Cielo
Alto -
l'approvazione
"ragionata" di Pud
alberghieri ecc.)
sia attraverso
un'opera di
sensibilizzazione
presso gli attori
commerciale
ricettivi affinché
ci si possa sforzare
di accogliere in
turisti in un paese
"vivo", dove gli
esercenti
commerciali sono
aperti, dove gli
operatori turistici
sono cortesi e
competenti e dove i
prezzi sono giusti
ma n on eccessivi.
A
tal proposito si
sono fatti, e
continueremo a fare,
incontri pubblici
con i commercianti,
con gli albergatori,
con i gestori degli
impianti e con tutti
coloro che operano
in ambito turistico
per far passare il
messaggio che
Cervinia ha delle
enormi potenzialità
e che tutti insieme
dobbiamo operare per
il suo rilancio. E'
giusto che
l'Amministrazione
pubblica faccia la
sua parte ma non è
serio credere che
questo basti a
rilanciare Breuil!
Solamente coloro che
lavorano e vivono a
Cervinia possono
riuscire
nell'impresa,
investendo risorse
sia in termini
finanziari che in
termini di lavoro,
di cultura
dell'accoglienza e,
soprattutto,
rispolverando quel
sano spirito
imprenditoriale che
permise al Breuil di
diventare una delle
località principi
delle Alpi, la
"capitale dello
sciatore" come Lei
stesso l'ha
definita.
La ringrazio per
l'attenzione e spero
di poterLa
annoverare tra
coloro che "si danno
da fare" per rendere
Cervinia sempre più
bella e accogliente.
Il sindaco di
Valtournenche
Domenico
Chatillard
15
febbraio 2010 |
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Riceviamo e pubblichiamo |
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Vorrei, se
possibile,
rispondere al Signor
Spinelli che nella
Sua lettera esprime
disappunto verso
Cervinia
(leggi).
Non so da quanto
tempo frequenta o
vive nella nostra
località ma forse,
prima di scrivere
una lettera pubblica
sarebbe meglio si
documentasse di più
sulla realtà di cui
parla.
Indubbiamente
Cervinia sta
attraversando un
periodo più
difficile rispetto
al passato.. gli
anni d'oro sono
ormai un lontano
ricordo, anche se
non lo sono solo per
noi, i parcheggi il
sabato e la domenica
non si riempiono più
e si può prenotare
negli hotel anche
per una sola notte,
a differenza del
passato, in cui la
prenotazione minima
richiesta era
settimanale.
Sicuramente si
potrebbero fare
tante cose, ma dire
che non si è fatto
nulla, è sbagliato.
Pensiamo al fatto
che oggi Cervinia
offre molte più
alternative allo
sci, o semplicemente
dell'after ski,
rispetto al passato.
Un piccolo esempio
di ciò che offriamo
oggi, non citato tra
l'altro dal Signor
Spinelli, a cui
consiglio di andare
a fare un giro e
rendersi conto di
quanta gente ne
usufruisce, è la
pista di Go Kart su
ghiaccio, i tour con
il gatto delle nevi
e grolla o cena in
baita, il
parapendio, l'airboard,
il pattinaggio su
ghiaccio, i giri con
le ciaspole
organizzate in
diurna e notturna
tra le nevi del
Breuil (addirittura
da quest'anno
esistono delle piste
battute dai gestori
degli impianti), le
motoslitte e le
discese con i
gommoni (che tra
l'altro non
utilizzano l'ex
pista di bob ma si
trovano solamente in
una zona vicina).
Inutile ricordare
poi di quanti
alberghi oggi si
siano modernizzati,
ampliati e
ristrutturati,
offrendo spa e zone
benessere
all'interno delle
loro strutture.
Il discorso del
personale poi lascia
allibiti... è
evidente che il
Signor Spinelli non
ha mai dovuto
assumere nessuno.
Per quanto riguarda
il prezzo dello
skipass non è
assolutamente un
prezzo esagerato per
tutti i nostri
meravigliosi
kilometri di piste,
soprattutto se lo
paragoniamo ai
prezzi di piccole
aree come l'Abetone
o similari... ma non
solo. Non
dimentichiamoci che
non ci sono molti
comprensori
paragonabili al
nostro e chi lo
critica, sono
sicura, non conosce
certo ogni singolo
centimetro dei
nostri 250 kilometri
sciabili. Ci si
rende conto di
quanto costa un
singolo impianto? di
quanto costa un
gatto delle nevi? e
di quanti contributi
prenda Cervinia
dall'Europa per
ristrutturarli? ...
ci si informi...
sono risposte facili
da trovare. Si
scoprirà con stupore
che le cifre sono
esorbitanti e che i
finanziamenti
Europei, in questo
ambito, non ci
coinvolgono.
Con questa lettera
non voglio difendere
nessuno e non voglio
certamente
nascondere la testa
sotto la sabbia
facendo finta che
non siano stati
fatti errori o che
non si possa
migliorare.
Figuriamoci sono la
prima a capire che
siamo in ritardo e
carenti su molte
cose e che tanto si
potrebbe fare... ma
mi infastidisco
particolarmente
quando si scrivono
articoli senza
proposte concrete o
senza analizzare
profondamente le
situazioni. Non si
può semplificare
tutto con una
lettera di poche
righe, la trovo una
cosa scorretta e
inefficace.
Cerchiamo di
rimboccarci le
maniche e di essere
propositivi invece
di criticare senza
nessun fine, anche
solo partecipando
alle riunioni
pubbliche. Scendiamo
dal nostro piccolo
piedistallo e con
coraggio regaliamo
le nostre perle di
saggezza...
confrontiamole con
altri, potremmo
scoprire che, forse,
non sono così
preziose o che forse
rappresentano la
gallina dalle uova
d'oro.
Mara Guariento
04 febbraio 2010 |
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Riceviamo e pubblichiamo |
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Ormai il turismo a Cervinia è quasi
ridotto ai minimi
termini: parcheggi
vuoti, bar e
ristoranti alla
desolazione, piste
vuote, impianti di
risalita senza
sciatori. Nessuno
dell'amministrazione
locale si rende
conto della
situazione di
sfracello che si sta
abbattendo su una
delle più belle
stazioni sciistiche,
senza esagerare,
europee.
Se vediamo
nelle altre
stazioni
sciistiche
ci sono
iniziative
per far
avvicinare
la gente: la
radio con i
suoi tour,
gente di
spettacolo o
dello sport
invitati a
soggiornare
sulle piste
- vedi
Madonna di
Campiglio.
Sia come
organizzazione
che come
prezzi
offrono
molto di più
della nostra
valle. Siamo
agli
sgoccioli.
Una volta la
vacanza in
montagna era
Cervinia,
per tutti un
modo di
soddisfazione
personale
esserci
stato, come
molti anni
fa Rimini e
Riccione ed
oggi non
più.
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|
Sapete cosa è
cambiato a Cervinia?
La vecchia pista di
bob una volta
internazionale ed
oggi meta di
gommoni. Vorrei
sapere quanta gente
va a provare questo
brivido. Le
iniziative di
Cervinia sono corse
con il quod e con le
moto slitte. Se si
organizzano delle
manifestazioni
sciistiche per la
gente si deve pagare
25 euro per
partecipare e pagare
i parcheggi in giro
- una vera
ingiustizia per
gente che viene a
sciare e già paga
non poco per poter
sciare (39 euro uno
skipass
giornaliero),
fermarsi a mangiare
e altre spese. Mi
sembra veramente
difficile poter
aumentare il turismo
in questo modo, con
queste condizioni di
vita, ma a volte non
è neanche una
questione di soldi
ma proprio che
Cervinia non offre
più niente per
quello che chiede
come spesa.
|
Vorrei continuare
per dire del lavoro,
che sta diventando
veramente difficile
in tutti i modi e
poco professionale
perché, per
mantenere le spese,
metto il forse nel
dire che si prende
personale poco
professionale,
oppure quello
professionale si
deve adattare a
certe cose pur di
mantenere il lavoro.
Ce ne sarebbero di
cose da dire su
questa situazione di
desolazione di
Cervinia, ma è solo
uno sfogo di chi
lavora da 10 anni in
questa valle. Mai
come adesso la
situazione è
veramente dura ad
andare avanti. La
colpa è di chi fa
finta di non vedere
lo scempio di questa
cittadina che sta
pian piano morendo e
si sta uccidendo con
le sue mani.
Vincenzo Spinelli
03 febbraio 2010 |
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Riceviamo e pubblichiamo |
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Sono un’utente
(purtroppo)
dell’ufficio postale
che serve la zona di
Aosta, St Martin de
Corleans, ufficio al
quale mi rivolgo
solo ed
esclusivamente
quando sono
obbligata e cioè
devo ritirare una
raccomandata.
Il giorno 24 alle
ore 8,00 mi reco con
un avviso per il
ritiro delle
raccomandate, ma la
dipendente n° 14033
dello sportello
Raccomandate e
Pacchi , sgradevole
come è suo solito
porsi agli utenti,
mi dice senza tante
gentilezze (e senza
il dovuto
sorriso…..) che devo
tornare dopo le
10,30 perché le
raccomandate si
ritirano dopo quell'ora.
(Faccio notare che
lo sportello apre
alle 8,00 ma la
signora non era
presente sul suo
luogo di lavoro,
pausa caffé?)
La dipendente n°
14033 mi dice
sgarbatamente che
lei prima deve
occuparsi delle
raccomandate del
giorno prima,
raccomandate che nel
frattempo le erano
state consegnate
dall’addetto a
questo servizio e
che quindi solo alle
10,30 potevano
essere ritirate.
Io capisco il
problema, le chiedo
se poteva guardare
se c’era la mia
poiché dovevo
partire subito e lei
sempre in modo
sgarbato dice che
lei sa come deve
fare il suo lavoro.
Arriva a darle
appoggio una sua
collega che insiste
sul fatto che loro
sanno come devo
svolgere il loro
lavoro, nel
frattempo la
dipendente in
oggetto dice queste
testuali parole:
“questa qui mi ha
proprio rotto i
coglioni, viene
sempre qui a
insultarmi”.
Le rispondo che non
solo non vado mai ad
insultarla, ma il
problema è dovuto
comunque alla sua
incompetenza nello
svolgere il lavoro
che le è stato
affidato.
Esco, mi avvio verso
la macchina con
l’intenzione di
delegare mio marito
al ritiro essendo io
fuori Aosta tutto il
giorno e non avendo
intenzione di
aspettare fino al 28
per sapere di cosa
si tratta.
Leggo meglio la
cartolina per il
ritiro e... guarda
guarda... la data
del possibile ritiro
è il 23 dicembre,
cioè il giorno
prima, alle 10,30 ma
il giorno
prima!!!!!!
Rientro nell’ufficio
ovviamente
inviperita ed a
questo punto
pretendo che
l’impiegata si
occupi della mia
raccomandata invece
di continuare a fare
un lavoro che
comunque, a mio
avviso , andrebbe
fatto tra un’utente
e l’altro, si
capirebbe in effetti
che dovendo
occuparsi anche
dello sportello
l’ora del ritiro si
posticipi alle
10,30…
La signora continua
ad insultarmi, io
alzo decisamente la
voce, arriva
un’altra sua collega
che gentilmente
prende l’avviso, lo
legge, si rende
conto del fatto che
la collega ha torto
marcio, e dopo aver
detto a bassa voce
qualche cosa alla
collega in oggetto,
si occupa della mia
raccomandata.
Faccio notare che
l’impiegata che mi
consegna la
raccomandata non è
addetta a quello
sportello ma a
quello dei
bollettini postali,
e che per fare il
lavoro che avrebbe
dovuto fare
l’impiegata n° 14033
ha dovuto lasciare
scoperto il suo
sportello...
A questo punto
chiedo alla
dipendente il suo
numero di
identificazione
poiché
contrariamente a
quanto disposto per
gli impiegati che
hanno mansioni di
sportello e contatto
con il pubblico, lei
il suo cartellino di
identificazione non
lo porta proprio,
lei mi risponde
molto sgarbatamente
dicendomi il numero
(avrebbe fatto
meglio a scusarsi,
era suo dovere
leggere almeno la
data sull’avviso) e
le comunico che
avrei scritto una
lettera di lamentele
per il comportamento
da lei tenuto sul
posto di lavoro nei
confronti di
un’utente.
E quindi eccomi qui
davanti ad una
lettera che ad un
cittadino non fa mai
piacere scrivere, se
non altro perché
considerando la
situazione
lavorativa che ben
poche certezze può
dare oggi al
lavoratore, un
dipendente che
avesse la fortuna di
occupare un ambito
posto "sicuro"
dovrebbe esserne
almeno all’altezza.
Gabriella Manganoni
28 dicembre
2009 |
| Riceviamo e pubblichiamo |
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Sono un alunno dell'Isip, più precisamente
vado alla nuova sede in via Chambéry. Tutto
non è rosa e fiori come sembra. Soprattutto
una cosa: i servizi e l'organizzazione della
scuola. Mi riferisco ai trasporti pubblici e
ai ritardi di questi. Inoltre la scuola,
facendo affidamento sui trasporti pubblici,
ha una serie di problematiche (create da chi
coordina i lavori nella scuola), come ad
esempio l'uscita anticipata.
E un argomento un po'
difficile da toccare, va bene che noi
ragazzi abbiamo il diritto e il dovere di
restare alle lezioni fino alle 13 e 20, ma
se la scuola ci viene incontro con servizi
incerti e non sufficienti noi alunni abbiamo
qualche problema con le uscite.
Esempio: un ragazzo esce
alle 13 e 20, il pullman a servizio della
scuola passa alle 13 e 26 (prima cosa
bisogna vedere se riesce a prenderlo) e non
sempre arriva all'ora prestabilita (e
d'inverno vorrei vedere come una persona
riesca a prenderlo facendo un bel pezzo di
strada a piedi fino ad arrivare dove arriva
il pullman a servizio della scuola). Se lo
prende deve pagare 1 euro (che se è un
servizio della scuola come tutti dicono non
si dovrebbe pagare, no?), poi arriva alla
stazione dei pullman alle 13 e 29. Problema:
molti pullman partono alle 13 e 30 o a e
35... molti non aspettano, e la navetta
certe volte può essere in ritardo.
Poi ci sono altri
problemi come ad esempio la struttura: uno
dei piani terra perde già acqua dal
soffitto, i parcheggi non ci sono e sui
servizi non ci si può fare affidamento. Per
di più la scuola non fa uscire i ragazzi con
richiesta dei genitori alle 13 da scuola,
però se il genitore lo viene a prendere
allora lo fanno uscire... non vi sembra un
controsenso?
Se già a due settimane
della scuola ci sono questi problemi qua...
quando sarà passato metà anno scolastico
cosa succederà??
28 settembre 2009 |
| Riceviamo e pubblichiamo |
 |
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AOSTA. Potrebbe il vostro giornale occuparsi
della questione "pellet radioattivo", al
fine darne le ultime notizie sul fronte
giudiziario? Sono di Bari e, anche su mia
richiesta, agenti della questura barese
provvidero, ormai circa tre mesi or sono, a
mettere sotto sequestro preventivo 47 sacchi
da 15 kg di pellet su disposizione della
Procura della Repubblica di Aosta.
Poiché l'inverno si
avvicina e nessuno ha più scritto o detto
sulla questione pellet, chiedo al giornale
se ritiene di offrire adeguata informazione
sulla vicenda che ci occupa e ci preoccupa.
Distintamente ringrazio sin d'ora per
l'impegno di codesto giornale a voler dare
una mano a capire.
Michele Coscia
19 settembre 2009 |
| Riceviamo e pubblichiamo |
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Gentile redazione, come molti valdostani in
questo periodo ho ricevuto le bollette
dell'energia elettrica arretrate (si, le
bollette al plurale). Fin qui nulla di
strano, ma per farla breve: gli importi
bimestrali sono calcolati a caso, con
conteggi di consumi indecenti (io da quando
non hanno più recapitato bollette mi sono
segnato mese per mese i consumi e non vi
dico il caos). Inoltre sono arrivate 9
bollette tutte insieme e tutte con la stessa
data di scadenza! Cioè dovrei pagare 515
euro tutti nello stesso giorno! Ma non
avevano detto che le scaglionavano? In
pratica, con un trucco degno del peggior
...., è come se mi avessero mandato un unica
bolletta, ma in 8 buste diverse. Oltretutto
non permettono di diluire la spesa in più di
4 rate!
Come al solito succede in
italia (lo scrivo minuscolo apposta) che
paga chi non sbaglia, ma tutti i danni
morali e materiali che mi hanno procurato in
2 anni senza bollette ed i soldi spesi in
telefonate andate a vuoto?
Mi vergogno profondamente di abitare in una
regione come la nostra che ha tutto per
farsi invidiare, ma fa di tutto per
impedirlo. Una meraviglia di regione
rovinata da aziende e dirigenti che non
hanno il minimo scrupolo a scaricare sulle
spalle di altri i loro errori. Vorrei
ricordare a questi signori che per la legge
siete voi che avete fatto il danno e voi
dovete pagare. Non basta fare finta di
agevolare le persone perché le rate e le
dilazioni si applicavano anche prima e non
sono una vostra concessione.
Paolo Barco
31 agosto 2009 |
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WEBITALYNEWS Registrazione Tribunale di Aosta N° 01/05
del 21 Gennaio 2005 Direttore responsabile Franco Rossi Marcelli Direttore editoriale Marco Camilli Iscrizione R.O.C. n° 16223 del 25 Ottobre
2007 |
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