Coronavirus: scatta la zona rossa in tre Comuni della Valle d'Aosta

 Firmata l'ordinanza di Testolin per Chambave, Saint-Denis e Verrayes. Sotto accusa le feste dei coscritti

Verrayes

AOSTA. Tre comuni della Valle d'Aosta sono isolati da venerdì 16 ottobre a causa dell'emergenza Covid-19. I varchi saranno presidiati dalle forze dell'ordine arrivate in zona oggi pomeriggio per coordinare la chiusura delle strade e organizzare i presidi per bloccare ingressi e uscite non autorizzati.

Chambave, Saint-Denis e Verrayes sono diventati tre comuni "zona rossa" a causa dell'alto tasso di incidenza dei casi Covid-19 che sul territorio abitato da circa 2,500 persone ha superato la soglia stabilita dalle disposizioni nazionali.

 

 

"L’esigenza di un provvedimento volto a stabilire misure straordinarie per rafforzare il contenimento dell’epidemia nei tre territori comunali è stata illustrata dal Presidente Testolin nell’ambito di una riunione urgente del CCS – Centro Coordinamento Soccorsi, del Sistema di Protezione civile, convocata nel primo pomeriggio", spiega una nota della presidenza della Regione. "In particolare, l’ordinanza di chiusura consentirà di evitare un’ulteriore espansione del contagio e l’esecuzione di tamponi a tutta la popolazione, a eccezione dei bambini in età pediatrica, in modo da definire i livelli di contagio e le prossime azioni da intraprendere. Il provvedimento stabilirà quindi il divieto di allontanamento e di accesso alle aree interessate, con obbligo di permanenza presso il proprio domicilio, consentendo il solo rientro per chi, al momento dell’entrata in vigore, dell’ordinanza si troverà fuori dai territori comunali".

Il provvedimento (scaricabile qui in formato pdf) durerà fino a quando i contagi nella zona non scenderanno al di sotto del livello di guardia.

Feste dei coscritti sotto accusa

Sui social intanto monta la polemica e le accuse sull'origine dei contagi. In molti puntano il dito contro alcune feste tra giovani, in particolare dei coscritti, che si sarebbero svolte nei giorni scorsi senza il minimo di rispetto delle disposizioni anti contagio. Tanto sarebbe bastato per far salire il numero di infezioni e quindi l'incidenza di casi all'interno delle tre piccole comunità.

 

Cosa prevede il lockdown localizzato

All’interno delle aree comunali interessate dall'ordinanza saranno sospese tutte le attività esclusi i beni e servizi di prima necessità. Farmacie, alimentari, attività veterinarie, presidi socio-sanitari e attività di rifornimento carburante rimarranno operativi. Un solo componente per famiglia potrà recarsi negli esercizi autorizzati all’apertura per fare la spesa e comprare farmaci, salvo necessità di avere accompagnatori per motivi di salute. Nel caso i componenti di una famiglia siano tutti impossibilitati a lasciare il domicilio, perché in isolamento, sarà attivato il sostegno dei volontari di protezione civile.

Le uscite dal proprio domicilio per gli acquisti essenziali, a eccezione di quelle per i farmaci, vanno limitate a una sola volta al giorno.

Sport e attività motoria all'aperto sono vietati, ma è consentita la passeggiata per ragioni di salute ma solo nelle vicinanze della propria abitazione e comunque evitando " ogni possibile compresenza di altre persone". I bambini possono essere accompagnati da un solo genitore.

Le pratiche agricole e l’attività legata all’allevamento del bestiame saranno consentite, anche in caso di appezzamenti situati entro i confini comunali per persone residenti in altri Comuni, previa autorizzazione del sindaco. Anche le imprese che operano nell’ambito di appalti pubblici potranno, previa autorizzazione, proseguire la loro attività.

Chiuse anche le scuole: sarà attivata la didattica a distanza. 

Le strade chiuse

È stata predisposta la chiusura della strada statale 26, tra il bivio di Nus e il bivio di Pontey (soppresse anche le fermate dei mezzi pubblici). Come percorso alternativo a è obbligatorio l’utilizzo dell’autostrada, per la quale è stata prevista la gratuità tra i caselli di Aosta e Châtillon e Nus e Châtillon.

Infine, si ricorda che, per ogni esigenza, è attivo il numero verde della Protezione civile 800-122-121

 

 

Marco Camilli

 

 

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