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Lanièce: Mattarella persona di grande valore. Le politiche populistiche hanno fallito

Il senatore valdostano commenta sui social la settimana di votazioni per l'elezione del presidente della Repubblica

 

Albert Lanièce con Sergio Mattarella

«Un finale dal gusto dolce e amaro». Il senatore Albert Lanièce commenta con un messaggio su Facebook, accompagnato da una immagine sua insieme al presidente rieletto Sergio Mattarella, la difficile settimana della politica italiana alle prese con l'elezione del capo dello Stato e terminata questa sera.

L'elezione per un secondo mandato di Mattarella è avvenuta all'ottavo scrutinio «dopo una settimana di incertezze e mancanti dialoghi», evidenzia Lanièce. Mattarella «è ad oggi persona che ha dimostrato il suo grande valore politico, umano ed istituzionale» e un uomo «che ha sempre dimostrato particolare attenzione alle esigenze delle autonomie speciali e alle minoranze linguistiche. Un presidente che si è fatto portavoce di tutti noi, del popolo e delle istituzioni e che si è conquistato credibilità in tutta Europa, ma anche in tutto il mondo, riportando così una situazione di stabilità per il nostro paese quasi insperata».

Ma, evidenzia Lanièce, «in un momento così delicato in cui la politica è al minimo storico in termini di credibilità, la scena in questi giorni è stata letteralmente “dominata” dai leader politici e non dai partiti. Un’occasione persa - dice il senatore - per tornare a costruire sui valori e le idee che dovrebbero, soprattutto in un’occasione così importante, prevalere su obiettivi personalistici. Per questo motivo, insieme al presidente Erik Lavevaz, abbiamo deciso di votare nella quinta votazione Joseph César Perrin, un uomo dai principi solidi come Mattarella».

La settimana appena conclusa «dimostra in modo netto il fallimento delle politiche populistiche - si legge ancora nel messaggio del senatore -. I rappresentanti di questi movimenti e partiti hanno tentato in questi anni di distruggere la democrazia dimostrativa, indicandola come il male assoluto del nostro sistema democratico senza però proporre una reale alternativa. Una politica urlata e progettata su slogan che nulla ha a che fare con lo strumento principe per creare progetti costruttivi: il dialogo».

 

 

E.G.

 

 

 

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