Docenti, lite PD-Cgil Valle d'Aosta sugli 88 posti di sostegno

Il PD: "da Cgil atteggiamento cripto-leghista". La replica: "il PD pensi ai precari"

AOSTA. Le preoccupazioni della Flc Cgil riguardo al possibile arrivo in Valle d'Aosta di "precari dal resto d'Italia" in risposta al concorso per 88 posti per docenti di sostegno denotano "una sorta di cripto-leghismo". Lo afferma il PD valdostano.

"Risulta incomprensibile - scrive in una nota il partito - che un sindacato che da sempre fa della lotta al precariato la sua bandiera possa essere contrario a tale piano di assunzioni".

"La legge 107/2015, la cosiddetta Buona scuola - ricorda poi il PD -, finalmente si avvia a sanare una situazione, quella del precariato storico, che non era più sostenibile garantendo le assunzioni del personale che da anni era bloccato nelle graduatorie di prima fascia (circa 102000 docenti). Inoltre, grazie al bando di concorso recentemente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, verranno immessi in ruolo altri 63712 docenti abilitati e 188 in Valle d'Aosta".

La risposta del sindacato non ha tardato ad arrivare. "È assurdo, quanto grottesco, definire "cripto-leghismo" la difesa dei diritti di chi oggi garantisce il funzionamento della scuola valdostana, docenti ai quali non è stato neanche permesso di partecipare al piano di assunzioni dello Stato, escludendoli così da ogni possibilità di entrare di ruolo" scrive la Cgil in un comunicato.

"Gli 88 posti di sostegno non potranno essere coperti totalmente da docenti specializzati della nostra regione" ribadisce il sindacato. "Invece di preoccuparsi di chi occuperà gli 88 posti di sostegno - aggiunge poi la Cgil -, il Partito Democratico della Valle d'Aosta che dopo anni di battaglie contro questa maggioranza e i programmi del suo Governo,  oggi ne fa organicamente parte, dimostrando un trasformismo politico da Prima Repubblica, dovrebbe preoccuparsi di più di quei precari che, a causa della riforma della scuola media, non solo dovranno iscriversi al concorso fuori dalla nostra regione, ma rischiano di restare senza lavoro".

 

C.R.

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