Il giudici amministrativi hanno parzialmente accolto un ricorso della società concessionaria autostradale sull'aumento dei pedaggi
Il Tar della Valle d'Aosta ha parzialmente accolto un ricorso della società concessionaria RAV Spa riguardante gli aumenti delle tariffe autostradali.
I giudici amministrativi, con sentenza depositata oggi, indicano a RAV e al ministero delle infrastrutture e dei trasporti la necessità di "confrontarsi su possibili e praticabili soluzioni di merito che, nel rispetto della regolazione ART, garantiscano anche la sostenibilità dell’accesso ad un percorso autostradale che, a tacer d’altro, è snodo fondamentale per l’export nazionale".
In altri termini, RAV e ministero dovranno sedersi a un tavolo e trovare insieme una soluzione per aggiornare le tariffe autostradali in una misura che sia "sostenibile per l'utenza".
Il ricorso parzialmente approvato riguarda le numerose interlocuzioni tra società concessionaria e ministero sull'aggiornamento del costo dei pedaggi. Il confronto tra le due parti si è concluso con il ministero che riteneva "oggettivamente non sostenibili per l'utenza" gli incrementi proposti da RAV (si parla di un balzo del 160% nell'arco di sette anni e di aumenti superiori al 25% tra il 2025 e il 2027) e segnalava alla società la necessità di trovare un'altra soluzione. Secondo i giudici del Tar però il ministero "non avrebbe potuto limitarsi ad invitare la sola RAV a trovare, unilateralmente, una soluzione “sostenibile per l’utenza” formulando una nuova proposta, bensì avrebbe dovuto farsi parte diligente nell’indicazione di possibili soluzioni che riteneva di poter condividere".
E.G




