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Castello di Aymavilles: l'apertura è definitiva

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Da sabato 14 maggio l'ottava meraviglia della Valle d'Aosta entra a far parte della rete di castelli dell'offerta regionale

 

L'ottava meraviglia della Valle d’Aosta è finalmente restituita alla comunità: dopo l’inaugurazione di dicembre dal 14 maggio il castello di Aymavilles è pronto a entrare a far parte della ricca rete di castelli dell’offerta regionale. La consegna è definitiva e conclude una serie di lavori iniziati nel 2001 che non solo hanno valorizzato il castello in quanto museo di se stesso, attraverso attenti restauri, ma hanno arricchito il percorso museale con la collezione dell'Académie de Saint-Anselme.

Il castello sarà aperto fino a settembre tutti i giorni dalle 9 alle 19; da ottobre a marzo dalle 10 alle 18 con chiusura il lunedì.

«È un momento storico per la nostra comunità - dichiara la sindaca di Aymavilles Petey Loredana -. È un grande traguardo che viviamo anche come punto di partenza dal quale lavorare per ampliare la nostra offerta culturale».

La grande ouverture si terrà sabato 14 e domenica 15 maggio con un fine settimana di visite libere gratuite, intrattenimenti e attività dedicati in particolare modo alle famiglie. Sabato mattina il Teatrino Kamishibai e le Fiabe del Castello, domenica i Musicattoli, Il Castello Indovinello e ancora Fiabe del Castello. Una proposta che ha convinto l’utenza e per la quale ad oggi rimangono già pochi posti disponibili.

Per i più grandi invece la visita al castello, l’unico sul territorio della Valle d’Aosta, a riassumere in maniera visibile le due fasi che più di ogni altra lo hanno contraddistinto, quella medievale e quella barocca, in un sincretismo architettonico che rimanda al prototipo di Palazzo madama - castello Sforzeso a Torino. È una storia che da sabato il castello racconterà attraverso supporti multimediali creati ad hoc che faranno vivere agli spettatori l’albero genealogico della famiglia Challant, l’ultima famiglia ad abitare il castello, o la storia della frequentazione della famiglia Bombrini al castello in pieno Novecento. Nel sottotetto poi un filmato su maxi schermo racconta le diverse fasi di costruzione del castello, e un tavolo touch-screen propone diversi contenuti sui lavori al castello, sui restauri, sui personaggi e sulla collezione dell'Académie Saint-Anselme.

È proprio quest'ultima la seconda anima del museo, che va simbolicamente a ricostruire la ricca collezione di Vittorio Cacherano, ultimo discendente della famiglia Challant, andata dispersa dopo la sua morte. D'altronde le raccolte presentano diversi elementi in comune: il periodo in cui si sono formate, il contenuto eterogeneo di entrambe, la curiosità per gli oggetti strani e originali.

«La collezione dell’Académie Saint-Anselme non ha mai avuto una sede fissa: arrivare nel castello dove finalmente la mission dell’Académie si realizza è motivo di estrema riconoscenza», evidenzia Don Paolo Papome, presidente dell'Académie Saint-Anselme. «In questo allestimento sontuoso l’Académie si sta aprendo al mondo e alla fruizione, non solo grazie alle collezioni esposte ma anche attraverso il nuovo sito, la pagina Facebook e Twitter».

Infine, anche il giardino merita di diventare luogo di attrazione in quanto prolungamento del castello che comunica con l’esterno. Qui, per avvicinare lo spazio esterno all’impianto settecentesco, si è scelto di ricreare un giardino di rose, il cui ricordo potrà essere portato a casa da ciascun visitatore grazie al profumo d’ambiente all’acqua di rose appositamente creato e venduto in biglietteria.

«Questo scrigno, questa cultura è il nostro atout, assieme al nostro ambiente: la bellezza è ciò che ci contraddistingue. Per me è una grandissima emozione aprire questo castello ma io sono l’ultimo tassello di un lungo processo: il castello è stato acquistato nel 1973, è da 50 anni che si progetta come valorizzarlo», evidenzia in conclusione Jean-Pierre Guichardaz, assessore ai beni culturali, ricordando tutti coloro che hanno lavorato in passato al restauro del castello. 

Con l’apertura del castello di Aymavilles è stato rivisto e riformulato l’intero sistema tariffario regionale per l’accesso ai musei, con un aumento di circa 2 euro sul costo d’ingresso. Per tutti i giovani fino ai 25 anni l'ingresso è gratuito e sono stati studiati pacchetti per agevolare le famiglie ma anche la visita di più castelli: la Culture card castelli permette per esempio, con soli 35 euro, la visita a otto castelli valdostani.




Veronica Pederzolli

 

 

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