5G, preoccupazione anche in Valle d'Aosta sui rischi per la salute

Daria PulzAOSTA. L'imminente attivazione della tecnologia 5G riaccende il dibattito sui rischi dell'elettrosmog, sempre più presente e diffuso. Ne ha parlato anche il Consiglio Valle con una interpellanza con cui Ambiente Diritti Uguaglianza (A.D.U.) ha proposto di dichiarare la Valle d'Aosta 5G free.

La consigliera Daria Pulz, nel chiedere al governo regionale come affronterà il problema, ha ricordato che già nel 2011 il Consiglio d'Europa «aveva sottolineato il pericolo per la salute umana, ma anche animale e vegetale, rappresentati dall'inquinamento elettromagnetico» e più recentemente 180 medici di tutto il mondo, tra cui alcuni valdostani, hanno chiesto una moratoria sul 5G fino a quando non ci saranno indipendenti sui rischi. «La tecnologia wireless è classificata come cancerogena di classe 2B dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, organo dell'OMS» ed inoltre «bambini e adolescenti sono le prime vittime dell'elettrosensibilità, patologia grave ed in crescente aumento», ha ricordato Pulz.

La questione riguarda direttamente anche la Valle d'Aosta visto che tra i 120 Comuni indicati nel Mise per l'attivazione e la commercializzazione del 5G dal 2020, ce ne sono anche tre valdostani: Bionaz, Cogne e Perloz. Secondo Pulz la Valle d'Aosta dovrebbe diventare 5G free «almeno finché non vi saranno evidenze scientifiche maggiori e certezze sugli effetti della nuova tecnologia».

«Il problema non va sottovalutato», ha risposto l'assessore all'ambiente Albert Chatrian spiegando che «al momento dell'installazione dei nuovi impianti con l'Arpa sarà avviata una campagna di monitoraggio del livello di emissioni per verificare eventuali esposizioni potenzialmente pericolose per la cittadinanza». La Regione, ha aggiunto, non è stata coinvolta nella scelta dei comuni in cui far partire il 5G ma «essendo un problema sanitario, il nostro auspicio è che il Mise si sia confrontato con il Ministero della salute sull'adeguamento dei limiti di emissioni». Chatrian ha anche sottolineato che «la Regione e l'Arpa mantengono un costante controllo sulle emissioni magnetiche».

Secondo Pulz sarebbe però anche necessaria anche una campagna di sensibilizzazione di tutta la popolazione sui rischi dell'elettromagnetismo e sul 5G. «La tecnologia 5G è ancora priva di sufficiente sperimentazione e il principio di precauzione non è contemplato né dalle aziende fornitrici né dai governi», ha sottolineato. Soprattutto bisognerebbe «cercare un punto di equilibrio tra le innovazioni tecnologiche e il far west di impianti nocivi per la salute umana, animale e vegetale».

 

 

 

Elena Giovinazzo

 

 



 

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