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Covid, la Valle d'Aosta chiederà di ricevere in anticipo i vaccini

La Valle d'Aosta è seconda in Italia per vaccinazioni e chiederà allo Stato l'anticipazione delle dosi necessarie per la campagna di massa

 

campagna di vaccinazioneAOSTA. La campagna di vaccinazione contro il Covid-19 è stata argomento di confronto ieri in Consiglio regionale. L'aula ha discusso una risoluzione dalla maggioranza per assicurare con anticipo le forniture necessarie in vista dell'imminente inizio della campagna di massa sul territorio valdostano, a partire dal 2 marzo.

Nello specifico la risoluzione, approvata all'unanimità, impegna la Giunta regionale a "porre in essere le opportune azioni nell'ambito del piano vaccinale nazionale, constatata la dimostrata capacità di attuazione del piano vaccinale regionale, a richiedere l'anticipazione delle forniture, anche in considerazione della limitata demografia regionale, finalizzata al tempestivo raggiungimento degli obiettivi di vaccinazione di massa".

L'iniziativa allo stesso tempo coinvolge i due parlamentari valdostani e sollecita il presidente della Regione "a sottoporre al Presidente del Consiglio dei Ministri queste necessità al fine di procedere in tempi rapidi alla campagna di vaccinazione anti-Covid della popolazione valdostana".

Come procede la vaccinazione in Valle d'Aosta

In questa fase della campagna di vaccinazione le dosi che arrivano ad Aosta sono limitate. La quantità dipende direttamente dalle disponibilità nazionali, quindi i ritardi nelle forniture a livello centrale si ripercuotono sulla distribuzione territoriale dei vaccini. Potenzialmente la Valle d'Aosta può effettuare fino a 1.000 vaccinazioni al giorno, ma nei fatti procede a ritmi più lenti. 

Illustrando la risoluzione approvata ieri dall'assemblea regionale, il capogruppo di Av-Sa Albert Chatrian ha sottolineato che "il piano regionale prevede di vaccinare più di 30.000 persone al mese, in modo da garantire la vaccinazione entro la fine di giugno all'80% della popolazione valdostana; attualmente però questa programmazione è fortemente ridotta dalla limitata fornitura di vaccini da somministrare".

La preoccupazione sul rispetto delle tempistiche quindi c'è e l'assemblea regionale l'ha tradotta nella risoluzione approvata all'unanimità. Dall'Azienda Usl della Valle d'Aosta comunque arriva un cauto ottimismo sull'andamento della campagna che finora ha interessate le fasce di popolazione più esposte. 

Guardando alla popolazione, la Valle d'Aosta si trova al secondo posto in Italia con il 3,4% dei valdostani che hanno completato il ciclo vaccinale, cioè sono stati sottoposti alla somministrazione e al richiamo. La media italiana è del 2,25%. Sono dati diffusi dalla Fondazione Gimbe e ripresi dall'Usl riferiti alla rilevazione della settimana dal 17 al 23 febbraio scorsi.

"Sono dati importanti che restituiscono in maniera oggettiva quanto stimato in fase di pianificazione e che confermano la correttezza e l'efficacia degli interventi in corso - commenta il direttore dell'Usl Angelo Michele Pescarmona - . Naturalmente siamo soddisfatti di questi risultati, che consideriamo comunque parziali perché sarà la campagna vaccinale di massa che ci darà l’esatta misura del raggiungimento degli obiettivi. I dati di cui prendiamo atto sono la risposta che ci attendevamo".

L'invito del direttore dell'azienda sanitaria è a "non abbassare la guardia e procedere in questa direzione. Ci auguriamo che la campagna vaccinale possa avere la massima adesione da parte della popolazione, a cui è rivolta".

 

 

Elena Giovinazzo

 

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