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Cgil, Cisl e Uil: la Valle d'Aosta rischia il naufragio sanitario

I sindacati denunciano una difficile situazione: carichi di lavoro insostenibili, personale che si trasferisce e assenza di progetti strategici

 

ospedale Parini

Liste di attesa «interminabili», personale che sta «gettando la spugna», ritardi negli screening di prevenzione dei tumori. E, su tutto, la mancanza di «posizioni e progetti strategici che portino a credere ad un cambio di rotta». Questa la fotografia della sanità valdostana fatta dalle Funzioni Pubbliche di Cgil, Cisl e Uil Valle d'Aosta.

In una nota congiunta le tre organizzazioni sindacali tornano a chiedere interventi per risollevare un settore i cui lavoratori hanno combattuto in prima linea contro la pandemia. «Registriamo giornalmente, da parte dei dipendenti Usl, segnalazioni di stanchezza psico-fisica, frustrazione e demotivazione. Il numero di personale che assiste oggi i degenti in ospedale si è pressoché dimezzato rispetto al passato», dicono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Valle d'Aosta. «I carichi di lavoro sono divenuti insostenibili a seguito di una gestione e organizzazione prive di criteri che rispettino non solo il lavoro ma anche la dignità dei lavoratori in quanto persone. I professionisti della sanità - evidenziano i sindacati - sono figli di genitori anziani da assistere, sono madri e padri con figli minorenni di cui occuparsi e loro stessi possono avere problemi di salute. Non è pensabile trattarli esclusivamente come se fossero un numero di matricola».

I sindacati segnalano anche «il problema della mancanza di personale del comparto o comunque, sempre di numero inferiore» e un «sempre maggior numero di infermieri, operatori socio sanitari e tecnici sanitari che rassegnano le dimissioni per andare a lavorare presso realtà economicamente e organizzativamente più attrattive».

«A partire da oggi - concludono i sindacati -, a fase emergenziale in esaurimento, ci aspettiamo da parte degli organi di governo obiettivi di breve, media e lunga durata che possano dare risposte alle numerose istanze provenienti dai lavoratori del sistema sanitario regionale e dai cittadini. Ci aspettiamo inoltre un serio confronto con le parti sociali, da troppo tempo escluse dal dibattito che le riguarda. Il rischio per tutti è il naufragio sanitario».

 

 

Elena Giovinazzo

 

 

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