Coldiretti «conquista» il mercato coperto di Aosta

Venerdì l'inaugurazione della nuova ala del delle Halles che proporrà i prodotti del territorio e ospiterà eventi e animazioni

 

Mercato coperto di Aosta

Si svolgerà venerdì l'inaugurazione dei nuovi spazi del mercato coperto di Aosta affidati alla Coldiretti valdostana. La rinnovata ala della struttura di piazza Cavalieri di Vittorio Veneto ospiterà i produttori che partecipano a Lo Tsaven di Campagna Amica. Ogni martedì e sabato mattina, dalle 7 alle 13, saranno presentati prodotti ortofrutticoli, formaggi, carne, vini e altri prodotti freschi di quattordici produttori della Valle d'Aosta.

L'inaugurazione sarà un vero e proprio mini-evento con tanto di testimonial sportivi, Hervé Barmasse ed Eleonora Marchiando, per ricordare l'importanza di una sana alimentazione. Parteciperanno al taglio del nastro anche il presidente della Regione Erik Lavevaz, il sindaco di Aosta Gianni Nuti, dell'assessora allo Sviluppo economico di Aosta Alina Sapinet, il direttore generale di Campagna Amica Carmelo Troccoli.

Sarà presente poi Alessio Nicoletta, presidente della Coldiretti VdA. Nella struttura coperta l'associazione intende organizzare qualcosa di più di un semplice mercato: una serie di eventi rivolti agli aostani per far tornare in vita un mercato spesso dimenticato dagli abitanti. Laboratori di cucina, degustazioni e show cooking sono tra le attività in programma per il futuro.

«Per l'amministrazione comunale è motivo di soddisfazione vedere il mercato coperto nuovamente animato dalla presenza dei coltivatori di Campagna amica perché si tratta di un bel segnale per il settore agricolo e per il tessuto economico cittadino», il commento del sindaco, Gianni Nuti. «Più in generale - spiega - la nuova dislocazione dello Tsaven rientra nel disegno complessivo di riorganizzazione urbanistica del complesso e dell'area su cui insiste che stiamo conducendo anche attraverso la trasformazione dell'ex stadio Puchoz in "polmone verde" nel cuore di Aosta a disposizione di tutta la collettività».

 

 

Clara Rossi

 

 

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