Proseguono invece le indagini per omissione di soccorso sulla persona che aveva trascorso la giornata con il ventiseienne deceduto
È stata archiviata la posizione di una delle due persone coinvolte nell'indagine per omissione di soccorso relativo alla morte del ventiseienne, Vincenzo d'Agostino, avvenuta lo scorso 7 novembre in un appartamento di Aosta.
I test tossicologici hanno confermato che d'Agostino è deceduto in seguito all'assunzione di un mix di stupefacenti e alcolici. In seguito alla sua morte gli inquirenti hanno iniziato degli accertamenti sull'amico trentenne che aveva passato con d'Agostino le ore precedenti al decesso e sulla ventottenne proprietaria dell'alloggio dove il giovane è mancato.
Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che la ventottenne era giunta nell'appartamento dopo la telefonata ricevuta dall'amico preoccupato per le condizioni di d'Agostino. Era stata lei a contattare il 112 per chiedere l'intervento, poi rivelatosi inutile, dei soccorsi. Per la ventottenne è dunque stata decisa l'archiviazione, mentre le indagini proseguono nei confronti del trentenne che aveva passato la giornata insieme alla vittima.
M.C.




