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Scuola, ritorno in classe tra incognita green pass e 200 insegnanti 'fantasma'

L'assessore Caveri: «discriminazioni su non vaccinati? Tutte balle»

 

Inaugurazione dell'anno scolastico a Cogne

Sveglia preso e zaino in spalla: da oggi in Valle d’Aosta si ritorna a scuola. L’inaugurazione ufficiale dell’anno scolastico 2021/2022 è fatta a Cogne nel giardino antistante le scuole: qui sono presenti i bambini, alcuni in costume di Cogne, con canti e poesie. Dopo il saluto del sindaco Franco Allera, intervengono l'Assessore regionale all'istruzione, Luciano Caveri, e la Sovraintendente agli studi, Marina Fey, e la Dirigente scolastica Sonia D’Auria. Se quest’ultima pone l’accento sull’importanza di evitare la dispersione scolastica con attività curricolari ed extracurricolari motivanti per gli allievi, la Fey centra il suo discorso sulla costruzione di una scuola «sempre più inclusiva e accogliente che grazie alle nuove tecnologie continuerà a sviluppare temi legati alla cittadinanza e alla sostenibilità». Sottolinea poi la necessità di una «riconquista della dimensione relazionale e sociale dei nostri giovani assieme a quella che si auspica essere la ripresa civile ed economica del nostro paese».

Conclude l’inaugurazione l’Assessore Luciano Caveri con i propri propositi per la scuola valdostana del futuro. Innanzitutto, rispondendo alla richiesta del Sindaco Allera, «una scuola che sappia mantenere la popolazione nella cosidetta media montagna», e poi una scuola in continuo miglioramento anche nella risposta alle esigenze delle famiglie. «Quest’anno scolastico è un anno che incominciamo a immaginare come lentamente post-pandemico. La vera scuola è quella in aula, le tecnologie digitali saranno preziosissime per evitare forme di isolamento, ma la scuola è trovarsi, è giocare durante la ricreazione, farsi degli scherzi, studiare e dialogare con gli insegnanti e fare tutto quello che ha reso felici noi da bambini».

L’impegno emerso e sottolineato dall’Assessore, ma anche dalla Sovraintendente e dalla Dirigente, è quello di assicurare a tutti gli alunni un anno totalmente in presenza, che non accetti compromessi, nemmeno per la scuola secondaria.

Di seguito l’intervista all’Assessore Luciano Caveri per Aostaoggi.it

Assessore, oggi con la scuola ripartono gli alunni e con loro anche tutta la comunità. Come sta andando questo primo giorno?
«Le notizie che noi raccogliamo dai dirigenti scolastici, che nei prossimi giorni incontreremo per fare il punto, ci dicono che non ci sono particolari criticità. L’unica che abbiamo riguarda circa duecento insegnanti che devono essere ancora nominati. Purtroppo ci sono stati dei ritardi dei quali mi assumo la responsabilità. Credo comunque che la scuola sia assicurata e voglio rassicurare le famiglie che mandano a scuola i loro bambini: per quanto riguarda le materne e le primarie tutto liscio, abbiamo ancora alcuni problemi sulle secondarie di primo e secondo grado».

Quando prevedete di chiudere le assegnazioni?
«Sicuramente entro questa settimana chiuderemo questo meccanosissimo meccanismo di scelta. Quello di quest’anno è stato un ritardo eccezionale, dovuto a ritardi a livello nazionale circa le istruzioni da seguire e in parte anche per alcuni problemi di ritardo nella piattaforma informatica. Però per il resto: buona scuola a tutti!»

Docenti e personale ATA vaccinati e non vaccintati. Potrebbe dare i numeri?
«Oggi non abbiamo ancora un dato definitivo, lo stiamo mettendo a punto con le autorità sanitarie. Non abbiamo avuto guai da quel mondo agitato dei no vax. C’è una protesta civilissima di fronte alla regione dove hanno messo pochi quaderni e matite spezzate e ne prendiamo atto. Sappiamo che il problema del precariato è un problema serio. Se la scuola fosse interamente regionale come accade nella Provincia Autonoma di Trento questi problemi non li avremmo, ma noi ancora oggi per i concorsi dobbiamo attendere le decisioni del Ministero».

Non crede che all’interno della scuola - tra docenti, personale ATA e studenti - si stia creando una situazione di discriminazione delle persone non vaccinate alla luce del Regolamento UE 2021/953 del 14 giugno?
«Queste sono panzane inventate dai no vax, io sono addirittura per l’obbligo vaccinale e credo che nell’impiego pubblico ci si arriverà, e tra questo ci saranno anche gli insegnanti. Per adesso tutti i ricorsi, compreso quello al Tar del Lazio, sono stati persi, quindi tutte le balle che si raccontano attorno alla possibilità di non essere vaccinati nella scuola sono balle e come tali vanno considerate».

 

Veronica Pederzolli

 

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