Quattro consiglieri UV contro Lavevaz: si gioca la carta del vittimismo

La prossima settimana attese le dimissioni formali di Lavevaz. Intanto nell'Union è scontro aperto

 

Sede Union Valdôtaine

E' ormai scontro aperto nell'Union Valdôtaine dopo le accuse del presidente della Regione Erik Lavevaz verso alcuni consiglieri regionali unionisti responsabili, secondo la sua ricostruzione dei fatti, di una sorta di sabotaggio interno. La battaglia sta per il momento svolgendosi anche a colpi di lettere inviate al Comité Fédéral.

In una lunghissima e articolata missiva di quattro consiglieri - il capogruppo Aurelio Marguerettaz, Giulio Grosjacques, Renzo Testolin e Roberto Rosaire - Lavevaz viene accusato di comportamento «molto scorretto non solo nei confronti di eletti che hanno sempre lavorato per assicurare una buona amministrazione della Regione difendendo in ogni circostanza il presidente, il governo e la maggioranza, ma anche dell'intero movimento e della comunità valdostana tutta».

Ancora più duramente i quattro consiglieri accusano Erik Lavevaz di «palese inadeguatezza ad esercitare il ruolo di presidente della Regione» (valutazione che sarebbe condivisa «da più parti della stessa maggioranza») e di «giocare la carta del vittimismo» addebitando a parte del gruppo consiliare la colpa della crisi allo scopo di destare «simpatia e solidarietà».

I quattro esponenti unionisti dunque respingono le accuse al mittente e anzi affermano la crisi politica «è da addebitare per intero» al comportamento del presidente della Regione. Quest'ultimo avrebbe lavorato «in modo molto defilato, quasi notarile, poiché i provvedimenti più importanti e i dossier più delicati sono stati portati avanti e gestiti dagli assessori». Questo modo di fare non avrebbe permesso di gestire «provvedimenti amministrativi che potessero dare delle risposte concrete ai nostri cittadini, risposte che immancabilmente risultavano fornite da esponenti politici appartenenti ad altri partiti o movimenti», scrivono ancora Marguerettaz, Testolin, Grosjacques e Rosaire.

Quindi le considerazioni politiche sulle possibili alleanze citate da Lavevaz nella lettera all'UV che annunciava le dimissioni. «Nella propria lettera il presidente Lavevaz insiste molto sulla incompatibilità dei valori e degli ideali del nostro movimento rispetto ad una possibile alleanza con le forze di centro-destra presenti in Consiglio, che lui oggi definisce di destra ed estrema destra. Dovremmo chiedergli - si legge - se sono le stesse forze che lui stesso incontrava nel maggio-giugno 2022 e che era disponibile a portare in maggioranza mantenendo la presidenza in capo a se stesso, nonostante le innumerevoli dichiarazioni dei mesi precedenti di assoluta e totale indisponibilità ad assumere tale incarico in caso di un'accordo con la Lega».

L'interpretazione data dai quattro esponenti unionisti è che Lavevaz abbia cercato «un modo molto sbrigativo per uscire da una situazione di estrema solitudine che lo stesso presidente si è costruito attraverso comportamenti e relazioni mai nemmeno cercati con i propri colleghi consiglieri del gruppo e un modo alquanto poco brillante per evitare di affrontare il problema delle dimissioni di Barmasse». L'assessore regionale alla Sanità ha comunicato di volerle presentare il prossimo 23 gennaio.

A questo punto della crisi, all'inizio della prossima settimana sono attese anche le dimissioni formali di Erik Lavevaz da presidente della Regione.

 


Marco Camilli

 

 

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