La coalizione di sinistra promette di mantenere fede agli impegni presi. ADU: «un passo indietro nella costituzione di una reale alternativa»
Valle d'Aosta Aperta toglie ADU-Ambiente Diritti Uguaglianza dalla propria coalizione. Il segnale arriva da una nota diffusa in questi giorni dalla coalizione politica di sinistra.
«Non verremo meno agli impegni presi», si legge nella nota firmata da Uniti a Sinistra, Area democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista. Non da ADU.
VdA Aperta arriva dalla sconfitta elettorale dello scorso settembre. «Noi di UaS, ADGA, M5S, PRC, RS - si legge - >eravamo ben consci che l’impresa elettorale non era facile ma l’abbiamo affrontata con coraggio e determinazione. Ora al di là delle storture di leggi elettorali maggioritarie con sbarramenti che forzano il dettato costituzionale, negando la rappresentanza a molti cittadini, e al di sopra delle delusioni personali, constatato che migliaia di valdostani e centinaia di aostani ci hanno chiesto di esprimere un’alternativa politica alla drammatica situazione valdostana, travolta da quella nazionale e internazionale, non intendiamo in alcun modo venire meno a quanto dichiarato e sottoscritto in campagna elettorale».
Una dichiarazione di unità di intenti dunque, che però esclude una parte importante della coalizione.
ADU commenta: «Come spesso avviene dopo una sconfitta, il clima di fiducia e di rispetto reciproco tra le componenti di VdA Aperta si è guastato. Abbiamo assistito a processi nei confronti dei candidati più votati, mancato riconoscimento dell’importante lavoro svolto da persone come Tripodi e Guichardaz e questioni sul riparto delle spese elettorali».
E ancora: «Abbiamo provato a rilanciare il progetto, chiedendo alle altre componenti di ripartire secondo una logica del consenso e dell’unanimità. Purtroppo Raimondo Donzel, a nome del Movimento 5 stelle, Rifondazione comunista e Area Democratica, ha chiuso il confronto - spiega ADU - comunicando che "a partire dalla mancanza di fiducia reciproca e dal logorio della disponibilità a relazionarsi efficacemente tra le parti, sono venute meno le condizioni fondamentali per proseguire la collaborazione"».
ADU considera l'evoluzione politica di VdA Aperta «un passo indietro rispetto alla costituzione di una reale alternativa» nel panorama politico regionale.
La coalizione però va avanti per la sua strada. «I valori e i contenuti di Valle d’Aosta Aperta - è scritto sempre nella nota - vivono e vivranno per i prossimi 5 anni. Continueremo ad essere aperti al dialogo e al confronto con tutte le forze che non si abbasseranno a compromessi nell’interesse di pochi e contribuiremo a tutte le lotte che vadano a vantaggio della collettività, a partire dal nostro impegno a promuovere e sostenere, senza i distinguo di altri, il Comitato per il NO al referendum sulla Magistratura».
M.C.




