Giornata donazione sangue, la Valle d'Aosta si conferma autosufficiente

Sono 3.300 i donatori valdostani. Berti: «La donazione è condizione essenziale per effettuare in sicurezza la maggior parte delle attività sanitarie»

Conferenza stampaSi celebra oggi la Giornata mondiale del donatore di Sangue. Per l'occasione, l'Usl della Valle d'Aosta ha reso noti in conferenza stampa alcuni dati sulla donazione nella nostra regione.

«La donazione di sangue è una risorsa strategica per il nostro servizio sanitario perché è condizione essenziale per effettuare in sicurezza la maggior parte delle attività sanitarie, sia in elezione sia in urgenza», evidenzia il direttore Pierluigi Berti di Immunoematologia e medicina trasfusionale. La Valle d'Aosta si conferma pienamente autosufficiente da questo punto di vista. Nel 2023 i circa 3.300 donatori valdostani hanno garantito 5.000 unità di sangue e 1.600 di plasma, abbastanza per soddisfare tutto il fabbisogno interno e per fornire 1.200 unità ad altre regioni. Questa abitudine a donare il sangue inoltre assicura l'approvvigionamento di farmaci salvavita derivanti dal plasma «la cui domanda è in continuo incremento».

Ancora Berti: «Con il fondamentale supporto delle Associazioni e Federazioni dei donatori, dovremo anche in futuro essere in grado di assicurare il ricambio generazionale dei donatori, una sfida importante considerato il progressivo invecchiamento della popolazione, e di reclutare sempre più donatori di plasma per garantire la costante disponibilità di farmaci plasmaderivati salvavita».

Tra le realtà più attive che si occupano di donazione del sangue ci sono Avis e Fidas. Ingrid Brédy, presidente dell'associazione valdostana, sottolinea l'importanza di «questo atto altruistico che aiuta a salvare vite umane. I giovani rappresentano una riserva preziosa per garantire un costante approvvigionamento di sangue e plasma e se si inizia a donare da giovani può diventare un’abitudine positiva per tutta la vita. In Valle dopo l’autosufficienza raggiunta di sangue, l’obiettivo diventa ottenere anche quella di plasma che, lo voglio ricordare, è indispensabile per curare molte malattie perché grazie ad esso si ottengono i farmaci plasmaderivati».

Giuseppe Grassi, presidente di Fidas VdA, ricorda la legge regionale n. 29/202 che «permette alle associazioni di donatori di sangue presenti sul territorio regionale di presentare alcuni progetti finalizzati alla ricerca di nuovi aspiranti donatori e donatrici di sangue. Il direttivo regionale della Fidas Valle d'Aosta, con tutte le sue articolazioni territoriali, ritiene di fondamentale importanza investire soprattutto nelle nuove generazioni, senza le quali non è, e soprattutto, non sarà possibile garantire l'autosufficienza regionale».

 

redazione

 

 

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