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Rapporto Arpa: nel 2021 la Valle d'Aosta ha perso il 23% della risorsa idrica nivale

Drammatico il bilancio dell'ultimo ventennio: scomparsi 32 ghiacciai mentre le temperature salgono e le precipitazioni diminuiscono

 

Neve e acqua

Immagini del letto del Po ridotto a una distesa di sabbia, raccolti di riso e agricoltura a rischio, razionamento dell'acqua in decine e decine di Comuni: sono notizie che in questi giorni accomunano molti centri abitati nelle valli del Po e dei suoi affluenti. Il problema va ricercato a monte, letteralmente, ed è ben spiegato dai numeri del rapporto Sotto Zero 2022 pubblicato in questi giorni da Arpa Valle d'Aosta e curato dalla Cabina di regia dei ghiacciai.

Un dato su tutti: nella nostra regione la risorsa idrica nivale (cioè l'acqua contenuta nella neve nel giorno del massimo accumulo di neve stagionale) è calata del 23% nel 2021 rispetto al valore medio del periodo 2001-2020. Ciò significa che nel giorno in cui la Valle d'Aosta ha avuto la massima quantità di neve, la risorsa idrica disponibile ammontava a 870 milioni di metri cubi contro i 1.129 milioni di m3 della media del precedente periodo.

Nel 2021 sono cadute meno pioggia (-12%) e meno neve (-13%). In parallelo la temperatura media è stata più alta di 0.2° C nel corso dell'anno e di 0.6°C nel corso dell'estate rispetto al periodo 2002-2022.

Combinando questi fattori con le temperature insolitamente alte della tarda primavera, è facile spiegare il perché di una crisi idrica sempre più vicina: l'acqua che dalle montagne scorre a valle alimentando la vita e l'economia non è più un qualcosa da dare per scontato.

32 ghiacciai scomparsi in vent'anni


Il rapporto Sotto Zero si concentra anche sui ghiacciai mettendo a confronto la situazione del 2020 con quella del 1999. In ventidue anni 32 ghiacciai sono scomparsi (da 216 a 184) e quelli rimasti hanno perso 34 km2 di superficie in totale. La Valle d'Aosta ha cioè perso il 22% della propria superficie glaciale nell'arco di un solo ventennio.

 


Clara Rossi

 

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