Nessuna marcia indietro sugli emendamenti al Ddl in discussione in aula malgrado le critiche di sindacati e minoranza

Prosegue oggi il dibattito in Consiglio Valle sul disegno di legge sull'organizzazione del Corpo valdostano dei vigili del fuoco.
L'aula ha iniziato l'esame del testo mercoledì dopo aver incontrato una delegazione di Conapo, Cgil e Uil. Un confronto chiesto proprio dalle sigle sindacali per esprimere le proprie preoccupazioni riguardo ad alcuni emendamenti di maggioranza al testo del Ddl che, a detta dei sindacati, rischiano di compromettere il lavoro di mediazione sul testo di legge svolto negli anni.
Non solo però solo le organizzazioni sindacali e esprimere preoccupazione. «Giovedì scorso la maggioranza, rifiutando la nostra richiesta di un confronto con le forze sindacali, ha presentato degli emendamenti che cambiano in modo sostanziale il testo - ha osservato nel corso del dibattito Andrea Manfrin, capogruppo Lega VdA -. Come minoranza abbiamo chiesto di rinviare la discussione di due settimane per spiegare ai diretti interessati le ragioni di questi interventi, la maggioranza ritiene, invece, che ci sia già stata la concertazione necessaria. Il risultato è che il testo ha scontentato tutti, Vigili del fuoco e Soccorso alpino valdostano».
Sulla stessa linea Fratelli d'Italia. «Ci sono tre articoli modificati dalla maggioranza all’ultimo momento che hanno scardinato un lavoro di confronto durato oltre quattro anni - ha dichiarato Massimo Lattanzi -. Le modifiche, giustificate come miglioramento dell’efficienza del sistema di soccorso, appaiono incomprensibili: il soccorso funziona già bene, perché modificarlo? C'è forse un’altra dinamica politica, quella di accontentare altre parti del sistema?».
Il Ddl in questione risale alla fine della scorsa Legislatura, mentre gli emendamenti che i sindacati vorrebbero eliminare sono stati depositati in questa Legislatura.
Per il gruppo PD-FP, al governo nella precedente Giunta, «questo provvedimento riconosce la piena natura pubblica di una funzione che pubblica lo è sempre stata, superando una contraddizione che per anni ha visto il Corpo svolgere compiti pubblici con un assetto giuridico non pienamente coerente», come affermato da Fulvio Centoz. «L'errore è stato tentare di risolvere questi nodi dentro la legge sull’ordinamento di un singolo Corpo. Per questo serve una vera legge di sistema sul soccorso valdostano, che stabilisca con chiarezza che la Cus (Centrale unica del soccorso, ndr) è un soggetto neutro di coordinamento, non un organo di comando, che la direzione tecnica di ogni tipo di intervento spetta al Corpo con la competenza prevalente su di uno specifico scenario».
Nel lungo dibattito che ha tenuto impegnato il Consiglio Valle per buona parte di mercoledì la maggioranza ha difeso il testo. Aurelio Marguerettaz, capogruppo UV, ha paragonato a «coltellate» le affermazioni dei Vigili del fuoco «che hanno parlato di un possibile ritorno sotto il Ministero». Dichiarazioni che l'unionista ritiene «un segno di ingratitudine verso la Regione che negli anni ha investito molto in infrastrutture, mezzi, assunzioni e organizzazione in questo comparto». E ancora: «Come maggioranza non siamo certo nemici dei Vigili del fuoco: al contrario vogliamo valorizzarli e rafforzare il sistema nel suo complesso. L’obiettivo è mantenere e migliorare un sistema che rappresenta un’eccellenza della Valle d’Aosta, evitando polemiche che non aiutano né i vigili del fuoco né il buon funzionamento del soccorso».
L'assessore Davide Sapinet, Vigili del fuoco dal 1998 come volontario prima e professionista poi, ha invitato le parti a «fare squadra, perché il sistema Valle d’Aosta continui a essere un modello efficace e coordinato. Parallelamente prosegue l’impegno della Regione per rafforzare il Corpo, con nuove assunzioni, concorsi e investimenti sulle strutture e sulle sedi operative. L’obiettivo è continuare a migliorare un sistema di sicurezza e soccorso che rappresenta un punto di forza per la nostra comunità.»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha indicato che non ci sarà alcuna marcia indietro sugli emendamenti. «Gli emendamenti proposti trovano la mia piena approvazione perché sono frutto di un lavoro condiviso e meticoloso iniziato il 25 novembre, subito dopo il deposito del disegno di legge in Commissione, e non degli ultimi giorni. Questo percorso ha permesso di analizzare con attenzione tutte le criticità, senza pregiudizi, coprendo quel piccolo margine di miglioramento che può fare la differenza nelle situazioni più critiche e particolari. Dispiace sentire che qualcuno voglia allontanarsi da un sistema consolidato e apprezzato anche all’esterno proprio per la sua capacità di saper unire tutti».
Ancora Testolin: «Con questa legge vogliamo migliorare ciò che può essere perfezionato e mantenere invariato tutto ciò che funziona e di cui ringraziamo i vigili in primis così come tutte le altre componenti. Per questo, con serenità andiamo al voto.»
E.G.



