Riunito l'Osservatorio regionale: produzione foraggera in calo del 30%. Girod: rispetto al 2022 la situazione è più critica

Riunione dell'Osservatorio regionale sulla crisi idrica, ieri, per fare il punto sulla situazione in Valle d'Aosta. Malgrado le recenti piogge, questa estate continua a essere caratterizzata da ondate di caldo anomalo e scarse precipitazioni. Ne fanno le spese, al momento, soprattutto gli alpeggi e gli allevatori in generale.
Pascoli senz'acqua e allevatori in difficoltà
I Consorzi di miglioramento fondiario segnalano "anomalie significative" nella produzione dei foraggi. I pascoli ricevono poca acqua e quindi producono poca erba per i capi di bestiame mentre i sistemi di irrigazione lavorano a ritmo ridotto proprio perché l'acqua a disposizione è poca. Il problema interessa in modo particolare la fascia centrale del territorio regionale, dove le ondate di calore si fanno sentire ancora di più.
"La situazione è più critica rispetto al 2022 - afferma in una nota l'assessore all'agricoltura Speranza Girod -: oltre la metà dei Consorzi di miglioramento fondiario monitorati ha segnalato difficoltà medio-alte nella disponibilità della risorsa idrica. Inoltre, sulla base delle segnalazioni pervenute, il 78% dei conduttori d'alpeggio prevede di dover anticipare la demonticazione di oltre dieci giorni, mentre la produzione foraggera registra una riduzione del 30%".
Rimane per il momento non presenta invece criticità l'approvvigionamento di acqua potabile, anche se in qualche caso c'è stata la necessità di ricorrere a prelievi straordinari per mantenere la regolarità delle erogazioni.
Il monitoraggio continua
L'Osservatorio si riunirà nuovamente a inizio settembre per un altro aggiornamento.
"La convocazione periodica dell'Osservatorio - dice l'assessore all'ambiente Davide Sapinet - è fondamentale perché ci consente di avere un quadro costantemente aggiornato della situazione, grazie al contributo di tutte le strutture e degli enti coinvolti. Il monitoraggio continuo dei dati ci permette di valutare tempestivamente l'eventuale necessità di adottare nelle prossime settimane misure emergenziali e, allo stesso tempo, di individuare gli interventi infrastrutturali necessari per accrescere la capacità del territorio di rispondere a condizioni climatiche sempre più complesse".
La situazione del Po in Piemonte
Durante la riunione di lunedì sono inoltre stati esaminati i dati dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po. Se sull'ultimo tratto del Po si registra un miglioramento delle condizioni generali, in relazione ad una progressiva riduzione del fabbisogno irriguo, permane invece una situazione rilevante in Piemonte per alcune colture, in particolare riso e mais, che necessitano ancora di significativi quantitativi d'acqua.
Elena Giovinazzo




