Inquinamento ad Aosta, Legambiente: minimizzare non serve

L'associazione commenta con preoccupazione i dati sulla qualità dell'aria e invita alla massima trasparenza

AOSTA. "Il trend di miglioramento dei valori degli inquinanti in aria riconducibili all'attività della CAS si è fermato. E i valori delle deposizioni atmosferiche sono addirittura risaliti in modo preoccupante". Lo afferma Legambiente Valle d'Aosta commentando in un comunicato i dati sull'inquinamento dell'aria del capoluogo diffusi nella riunione di lunedì scorso dell'Osservatorio sulla qualità dell'aria.

Esaminando i risultati delle analisi dell'Arpa, Legambiente evidenzia l'aumento del Ferro rilevato dalla stazione di piazza Plovues (da 499 a 564 ng/m3) e sottolinea come i numeri sui rilevamenti dei metalli che ricadono al suolo con le precipitazioni siano "in risalita in tutte le stazioni: il Nichel rilevato nella vecchia stazione industriale di via Primo Maggio, prima di venir spostata nell'estate, è arrivato a 173 μg/m3 (era a 151 nel 2013); qui risalgono fortemente anche cromo e rame. E gli incrementi di questo inquinante sono forti anche in tutte le altre stazioni della città: nella centrale piazza Plouves siamo adesso a più di 4 volte il valore soglia stabilito in Germania!".

Le critiche dell'associazione sono rivolte anche alle dichiarazioni rilasciate ai media: ci sarebbe la volontà di "minimizzare la situazione, fornendo spiegazioni vaghe, adducendo inspiegabili dinamiche di picco di alcuni inquinanti". La spiegazione secondo Legambiente è legata alla CAS che si è comunque impegnata a migliorare la sostenibilità dello stabilimento: "i risultati possono essere diversi da quelli attesi e si possono verificare momenti di difficoltà. Questa volta i dati sono peggiori di quanto tutti (noi compresi) si aspettavano, ma questo deve essere uno stimolo per l'azienda e le autorità competenti a fare ognuno il proprio lavoro verso il miglioramento".

"La trasparenza e l'obiettività sono gli unici strumenti per garantire una serena convivenza tra la città e l'acciaieria", conclude Legambiente.

 

E.G.

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