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"Clienti e albergatori scemi esistono ovunque": così l'Adava dopo la recensione shock su hotel di Aosta


Per il presidente Filippo Gérard «la qualità degli hotel in Valle è indiscutibile». La foto dell'albergatore col bastone? «Con photoshop ormai si fa di tutto»

Filippo GérardAOSTA. La vicenda della recensione shock lasciata da un utente di TripAdvisor su un hotel di Aosta - in cui si afferma che ci sarebbe stata un'aggressione con un bastone da parte dell'albergatore - rischia di avere un impatto negativo su tutto il sistema di accoglienza della Valle d'Aosta, a prescindere dalla veridicità del racconto.

Abbiamo intervistato Filippo Gérard, presidente dell'Adava - l'Associazione degli albergatori della Valle d'Aosta, per capire se e come l'associazione interverrà per difendere l'immagine della qualità dell'accoglienza nella nostra regione.

L'Adava sta pensando di intervenire per difendere sul web la qualità dell'accoglienza in Valle d'Aosta?
«Sono dell'idea di lasciar sgonfiare la cosa e aspettare l'evolversi della situazione. Non abbiamo fatto un comunicato stampa a difesa dell'albergatore o della categoria perché è una questione che riguarda un singolo. La gente è abbastanza intelligente da sapere che le situazioni borderline, piuttosto che gli scemi come clienti o gli scemi come albergatori, esistono ovunque nel mondo. Detto ciò, io non ero presente e non c'è una denuncia quindi stiamo parlando di una cosa scritta sui social dove ognuno riporta una sua versione dei fatti».

Ne stanno però parlando molti media nazionali e anche sui social la vicenda si sta diffondendo.
«Quella recensione rappresenta la versione del cliente e io non andrei ad alimentare ulteriormente questa discussione. E' un fatto deplorevole, al di là dei torti e delle ragioni. Io dico che un cliente che viene insultato è una cosa negativa, ma dico anche che da parte di alcuni turisti c'è un impoverimento culturale e di educazione. Poi si stupiscono se vengono presi a male parole o se vengono trattati male. Il caso vero sarebbe se un cliente che chiede una camera venisse insultato: questo sarebbe da condannare. Invece, leggendo anche la risposta alla recensione, bisognerebbe capire se realmente abbiano chiesto di andare in bagno. A me è capitato una volta un cliente che non l'ha chiesto, ha fatto defecare il bambino nel giardino e poi l'ha raccolta. Sono situazioni al limite».

Ha sentito l'albergatore coinvolto?
«Non subito. L'ho chiamato dopo e mi ha riferito che queste persone hanno urinato davanti all'albergo e che ha chiesto loro di andarsene. Ci tengo a fare una precisazione sulla foto col bastone: è capitato che su TripAdvisor escano foto postate e montate ad hoc. Ci sono alberghi che hanno avuto danni enormi per invidie e antipatie di concorrenti sleali che hanno postato le foto del classico scarafaggio tra le lenzuola usando immagini trovate da qualche parte sul web»

Quindi lei ipotizza che la foto con il bastone sia un fotomontaggio?
«Con photoshop ormai si fa di tutto. Non so se l'albergatore sia uscito col bastone e con lui non sono nemmeno entrato nel merito della cosa. Ci troviamo in una situazione antipatica che coinvolge un nostro associato e noi non siamo degli ispettori che devono indagare sui suoi comportamenti».

Lei anche è albergatore. Se arrivasse da lei una famiglia alle dieci di sera con una bambina che deve andare alla toilette, la farebbe entrare?
«Certo che sì perché ad una persona che chiede in modo educato non si nega nulla. Però questa situazione mi ha messo la pulce nell'orecchio e la famiglia potrebbe aver urinato per ripicca. Ma se non si dà rispetto, non lo si può pretendere dall'altra parte. Gli albergatori sono portabandiera del turismo, sempre disponibili, sono persone di grande cortesia».

Ma anche se la recensione fosse falsa, non sarebbe comunque il caso di dire qualcosa come associazione degli albergatori?
«A noi non risulta che ci sia una denuncia. Se si fa la pipì davanti all'hotel, si va a cercare di provocare una reazione. Io non avrei agito con un bastone in mano, anche se quello potrebbe essere photoshop, ma forse li avrei insultati pur considerandomi un buon albergatore e una persona cordiale. Non siamo qui a porgere l'altra guancia. Detto ciò, TripAdvisor non è ancora la Procura della Repubblica. Se ci sarà un processo e se dovesse essere dimostrato che l'albergatore ha preso a bastonate il cliente io lo condannerei, pur con le attenuanti. Se io esco a cena e guardando la sua compagna mi scappa una battuta con un amico e dico "Ma che faccia da... ha questa" e lei lo sente, magari la serata non finisce bene per nessuno. Il signor Maccari non avrebbe fatto nulla se questi non avessero urinato in cortile».

Questo però è un esempio che non calza alla situazione.
«Bisogna considerare che una struttura alberghiera in Valle d'Aosta è spesso anche la casa dell'albergatore. Ci mette denaro, risparmi, 12-13 ore di lavoro al giorno e c'è quindi un sentimento di affetto verso l'hotel. Un gesto come l'urinare viene visto come uno sfregio personale».

La segnalazione negativa dell'Hotel Mignon si sta comunque diffondendo. Non rischia di avere un impatto negativo che si spalma su tutta la Valle d'Aosta?
«La qualità degli alberghi della Valle d'Aosta è indiscutibile. Non va espressa solidarietà o altro, bensì bisogna far tornare l'accaduto nel suo ambito: parliamo di una cosa scritta su TripAdvisor con due versioni diverse. Non esiste una denuncia, nessuno è andato al pronto soccorso e il cliente ammette di aver urinato davanti all'albergo. Se pensava che nessuno si sarebbe arrabbiato... beh, insomma. Sarebbe una cosa sbagliata se veramente non fosse stato concesso l'uso del bagno».

 

Marco Camilli

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