Un'estate drammatica... ma l’informazione tv ha chiuso per ferie

In un'estate drammatica dal punto di vista degli eventi internazionali, dalla Siria alla Palestina,dalla Libia all'Ucraina, i programmi di approfondimento sono stati quasi del tutto assenti. Il servizio pubblico sembrava troppo occupato a scegliere il meglio delle teche, da mettere in prima serata su Rai1. La tv commerciale non è stata da meno, con l'eccezione de La 7 con “In onda” (è difficile capire perché vicino alla bravissima Alessandra Sardoni abbiano messo Salvo Sottile, che con la conduzione non riesce proprio a farci pace).

L'idea che il servizio pubblico debba tirare giù la saracinesca per tre mesi l'anno è del tutto incomprensibile. Una visione dell'informazione e dell'Italia da anni Sessanta. Va riconosciuto lo sforzo che viale Mazzini sta facendo per tentare di trasformare Rai News in un vero canale di informazione, ma chi paga il canone ha il diritto di avere un'offerta televisiva vera per tutto l'anno? Si può capire che vadano in "vacanza" i grandi show, ci siamo rassegnati all'idea che le serate estive le passeremo per molti anni ancora a riguardare le bellissime avventure siciliane di Camilleri, ma perché i programmi di approfondimento giornalistico vengano cancellati, mentre le televisioni di tutto il mondo continuano a raccontare un'estate drammatica?

 

da Ilvelino.it

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