Lavevaz: 346 profughi ucraini in Valle d'Aosta, 150 sono minorenni

Il Pcp segnala problemi nell'accoglienza: non c'è coordinamento e i cittadini si sentono lasciati soli

 

Erik Lavevaz

Proseguono gli arrivi in Valle d'Aosta di cittadini ucraini in fuga dall'invasione russa iniziata più di un mese fa. Nell'aggiornare il Consiglio Valle sulla situazione, in risposta ad un question time sull'accoglienza del Progetto Civico Progressista, il presidente della Regione Erik Lavevaz ha spiegato che al 4 aprile risultano presenti in Valle d'Aosta 346 ucraini di cui 150 minorenni, tutti accompagnati, 169 donne maggiorenni e 27 uomini maggiorenni. Gli studenti iscritti nelle scuole valdostane sono per il momento 29.

«La situazione cambia ogni giorno», ha evidenziato Lavevaz nel fornire altri dettagli sul meccanismo di accoglienza. «Non c'è una situazione di riparto tra i Comuni, bensì una commissione composta da protezione civile, servizi sociali, istruzione e terzo settore che cerca di inserire le persone tenendo conto di alcune particolarità: contatti con conoscenze dirette in primis e vicinanza alle scuole per i ragazzi».

Distribuiti Aymavilles, Aosta, Gressan, Introd, La Salle, Nus, Quart, Sarre e Saint-Marcel, sono al momento 222 i profughi alloggiati da amici e parenti. Agli altri sono stati assegnati gli alloggi messi a disposizione dai valdostani. Ma proprio su questo aspetto emergono criticità.

«Ci sono state - ha riferito Erika Guichardaz (Pcp) - molte segnalazioni di cittadini che si sentono abbandonati perché denunciano una mancanza di coordinamento e l'impressione di essere lasciati soli. Segnalazioni che fanno notare come pratiche burocratiche e alcune spese non preventivate siano a carico dei cittadini. Il Dpcm sull'accoglienza e l'ordinanza della Protezione civile parlano di un contributo per ogni profugo: bisogna capire come si pensa di gestire questa parte».

Lavevaz ha spiegato che la Valle d'Aosta si è attivata «prima del decreto del 21 marzo. Già pochi giorni all'inizio della guerra, a fine febbraio, avevamo convocato un Tavolo di coordinamento proprio per un primo servizio di accoglienza. Abbiamo cercato di gestire in maniera organica e razionale l'accoglienza sin dai primi momenti, anche dal punto di vista della profilassi di tutti i vaccini, non sono Covid, poiché in Ucraina ci sono focolai di turbercolosi e altre malattie». 

Secondo il Pcp tuttavia le difficoltà ci sono e sono amplificate dall'assenza del Servizio migranti, sostituito con progetti «non organici», e che invece «potrebbe essere d'aiuto in situazioni come quella che stiamo vivendo oggi, che non è la prima e che probabilmente non sarà l'ultima».

Erika Guichardaz ha poi parlato di un accordo firmato da Protezione civile e Adava per ospitare nelle strutture ricettive della Valle d'Aosta coloro che scappano dalla guerra. Questo tipo di collaborazione, ha evidenziato, «può aiutare in vista dei futuri arrivi».

 

 

Marco Camilli

 

 

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