Cgil e Fp Cgil chiedono chiarimenti: «serve pieno rispetto delle procedure, della trasparenza e dei principi di equità»
L'introduzione di una indennità di attrattività per il direttore generale dell'Azienda Usl "solleva interrogativi su metodo, trasparenza e priorità" che Regione e l'azienda sanitaria dovrebbero chiarire. Lo affermano Cgil e Fp Cgil della Valle d'Aosta commentando, in una nota, il recente provvedimento.
Cgil e Fp Cgil ricordano che già a fine 2025 il trattamento economico del dg dell'Usl era stato "oggetto di un significativo adeguamento" per allinearlo alle medie nazionali, anche se il bacino di utenti assistiti è ridotto rispetto alle altre realtà "ben più estese e complesse" da gestire.
La questione poi "assume anche una valenza politica e di equità nell'impiego delle risorse pubbliche. In una fase in cui la sanità regionale continua a confrontarsi con carenze di personale, difficoltà nel reclutamento di medici, infermieri e operatori socio-sanitari e con la necessità di rafforzare i servizi sanitari ai cittadini, è legittimo interrogarsi sulle priorità della spesa pubblica. Le risorse disponibili dovrebbero essere orientate anzitutto al consolidamento del sistema sanitario e al sostegno di chi quotidianamente garantisce l'assistenza sul territorio e negli ospedali".
La nota sindacale sottolinea inoltre come l'indennità di attrattività sia stata introdotta dopo la pubblicazione del bando per individuare il nuovo direttore generale: questa modifica alle condizioni economiche "rischia di creare asimmetrie informative e di indebolire quei principi di imparzialità e trasparenza che devono caratterizzare ogni procedura pubblica", dicono Cgil e Fp Cgil.
Cgil e Fp chiariscono che "l'obiettivo non è mettere in discussione la necessità di attrarre professionalità di alto livello, ma ribadire che tale finalità deve essere perseguita nel pieno rispetto delle procedure amministrative, della trasparenza e dei principi di equità che devono guidare l'azione della Pubblica Amministrazione".
redazione




