I risultati delle prove 2026: aumentano gli studenti che non raggiungono i livelli di competenze richiesti in italiano e matematica. Con l'inglese al contrario la preparazione migliora

Oltre 11mila istituzioni scolastiche e 2,4 milioni di studenti sono stati coinvolti nelle prove Invalsi 2026 per valutare il livello di competenze in italiano, inglese, matematica e nelle materie digitali appeso nelle scuole italiane.
I risultati in italiano
Per l'italiano, la Valle d'Aosta è tra le regioni che si collocano nella fascia di adeguatezza. Allargando lo sguardo ai risultati degli anni passati tuttavia emerge un andamento, comune a tutte le regioni, di progressivo calo della percentuale di studenti e studentesse che raggiungono i traguardi previsti in italiano al termine del primo ciclo d’istruzione. In Valle 2018 la percentuale era del 73% ed è peggiorata fino al 63% nel 2026. I risultati collocano comunque la nostra regione tra le migliori d'Italia. Il problema dei risultati è ancora più evidente nel grado di istruzione superiore, dove solo il 61% degli studenti raggiunge i traguardi contro l'81% del 2019.
I risultati in matematica
La situazione è del tutto simile per le prove Invalsi di matematica. Anche in questo caso gli studenti valdostani sono nella fascia di adeguatezza al termine del primo ciclo d'istruzione e, anche in questo caso, negli anni si è verificato un costante peggioramento dei risultati con un 63% di studenti che raggiungono i traguardi previsti rispetto al 70% del 2018. Nel successivo ciclo di istruzione la quota di più studenti in difficoltà è più alta: solo il 54% è in linea con le conoscenze previste, mentre nel 2019 lo era il 76%.
Migliora la padronanza dell'inglese
Con l'inglese al contrario la tendenza è verso il miglioramento. Sono in linea con i traguardi previsti al termine del primo ciclo di istruzione l'86% di studenti e studentesse per quanto riguarda il reading (84% nel 2018) e l'83% per il listening (al 70% nel 2018). Al termine del secondo ciclo di istruzione la percentuale nella lettura si ferma al 65%, praticamente invariata dal 2019, mentre nell'ascolto arriva al 67%, in netto miglioramento rispetto al 50% del 2019.
Per l'inglese il rapporto segnala infine un'ampia differenza di punteggi all'interno del territorio regionale: "Questo suggerisce - si legge - che buoni livelli complessivi di apprendimento possano coesistere con una maggiore polarizzazione dei risultati tra studenti e studentesse all’interno dello stesso territorio".
Abbandono scolastico
Nel commentare i risultati Invalsi, l'assessorato regionale dell'istruzione mette l'accento sul tasso di abbandono scolastico precoce. "A livello nazionale è sceso all'8,2% nel 2025 e, secondo le stime Invalsi, potrebbe scendere al 7,3% nel 2026. In questo scenario, la Valle d’Aosta registra un dato del 10,4%: un valore che, pur inserito in un percorso di miglioramento rispetto al passato, evidenzia la necessità di un ulteriore impegno programmatico per convergere verso la media nazionale. L'obiettivo dell'Amministrazione regionale è quello di intensificare le azioni di orientamento e di sostegno per ridurre questo divario, avvicinando progressivamente la soglia del 10,2% prevista dal Pnrr e puntando al dato nazionale dell'8,2%".
Per quanto riguarda la dispersione implicita (studenti che completano il ciclo di studi senza raggiunge le competenze adeguate) "la Valle d’Aosta presenta un dato particolarmente positivo, con un 2,5% che è il quarto dato su base nazionale. Parallelamente, cresce la quota di eccellenze, che sale al 13,1% del totale degli studenti: qui gli studenti valdostani fanno registrare un solido 17,6%, in linea con il quadro generale delle regioni del Nord Italia".
C.R.



