Migranti, la Valle d'Aosta verso un'accoglienza integrata

 

Dal Consiglio Valle l'indicazione per abbandonare i Centri di accoglienza straordinari dei privati a favore dello Sprar

AOSTA. Favorire i Comuni interessati ad accedere al Fondo nazionale per le politiche ed i servizi d'asilo e sostenerli nell'adesione al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (o Sprar) abbandonando la strada dei Centri di accoglienza straordinari (Cas) finora seguita dalla Valle d'Aosta per dare accoglienza ai migranti. Questa la finalità della mozione che ieri il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità.

Celva e prefettura hanno già aperto un tavolo permanente per ridiscutere il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo che finora appunto si basa sui Centri di accoglienza straordinari gestiti da associazioni o enti privati che individuano autonomamente le strutture dove collocare le persone senza necessità di confrontarsi con la comunità locale.

"I Comuni - ha detto il consigliere Roscio (Alpe) illustrando la mozione - devono essere padroni del loro destino e non di subire gli arrivi gestiti da soggetti privati. Anche le indicazioni ministeriali vanno nella direzione dell'abbandono dell'approccio emergenziale, sul quale ha puntato fino ad oggi la Valle d'Aosta, a favore di un'organizzazione che salvaguardi maggiormente i territori, come quella dello Sprar che esonera, tra l'altro, i Comuni dall'avere centri di accoglienza speciali e mettersi quindi al riparo da nuovi arrivi che possono creare preoccupazione fra la popolazione».

Da Uvp e Pd-Svda è arrivato il sostegno alla mozione. «Lo Sprar è un sistema che limita l'afflusso dei migranti e favorisce l'accoglienza diffusa in tutto il territorio, favorendo così i piccoli Comuni e un'integrazione migliore con la comunità» ha dichiarato Nogara. «Non si può continuare a programmare l'accoglienza dei migranti in maniera emergenziale perché i nostri numeri non ce lo consentono. Bene quindi che si cominci a ragionare di sistemi più strutturati» ha commentato Guichardaz.

Il presidente della Regione infine ha confermato il voto favorevole alla mozione perché «va nella direzione corretta ed è accoglibile anche nelle sue premesse. La differenza tra Cas e Sprar è profonda» ha confermato precisando comunque «che la ripartizione regionale rimane di 602 migranti.»

 

Elena Giovinazzo

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